Indice
Le parole di don Carlo: Cristo luce delle genti
Calendario Pastorale
San Francesco D'Assisi
Il filo invisibile che unisce il cielo e la terra
Calendario liturgico
Cari parrocchiani
continua il nostro impegno per edificarci sempre di più come comunità, come essere Chiesa. Il nostro Vescovo ha proposto a tutta la Diocesi di avere come punto di riferimento per questo anno pastorale la Costituzione del Concilio Vaticano II “LUMEN GENTIUM” sulla chiesa, in particolare il capitolo VIII dove viene messo in stretto collegamento il rapporto tra la Chiesa e Maria Santissima.
Ho perciò pensato di offrirvi una sintesi della Lumen Gentium proposta da Tiziano Brenna da leggere, riflettere, meditare e vivere.
Questo testo e in particolare l'originale capitolo VIII della Lumen Gentium sarà oggetto di approfondimento da parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (cfr. Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa.
La Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. L’inizio della Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) ci porta subito ad una prima riflessione: la Chiesa vive di luce riflessa, quella di Cristo e, la vita delle comunità cristiane del nostro tempo deve modellarsi sull’immagine della Chiesa, non quale gerarchia che governa un popolo cristiano, bensì un popolo di Dio che vive grazie ai carismi dello Spirito Santo. Il documento conciliare è strutturato in 8 capitoli e ognuno di loro descrive diversi aspetti della comunità dei credenti. Si parte dalla descrizione della dimensione soprannaturale e di comunione nella Chiesa, per passare poi alla struttura della Chiesa, alla santità alle quale sono chiamati tutti i credenti e infine alla comunione tra i credenti pellegrini sulla terra e coloro che sono già in Dio. La meditazione sulla Lumen gentium deve costituire il fondamento dell’attività pastorale di ogni comunità cristiana che vuole vivere nel mondo per fermentarlo con la Parola del Vangelo.
La dimensione misterica della Chiesa
Il primo degli otto capitoli in cui è divisa la Lumen Gentium tratta esplicitamente della dimensione misterica della Chiesa, la quale prima di essere un’assemblea di persone, è un mistero, una realtà soprannaturale. La parola greca mystérion, in latino mysterium e sacramentum, esprime il segno visibile della realtà nascosta della salvezza, un evento nascosto nel progetto di Dio sin dall’eternità. Questo evento della salvezza non è rimasto presso Dio, ma è stato rivelato all’uomo nella storia. Dio stesso non ha voluto rimanere nascosto, inaccessibile, ma si è fatto conoscere attraverso segni tangibili e realtà concrete. Momento culminante di tale rivelazione di Dio è stata l’incarnazione di Gesù, il quale inviato nella carne, è diventato uomo. Gesù, guarendo e insegnando era segno della presenza di Dio in mezzo agli uomini e, nella fede, alcuni di loro coglievano in Gesù l’incontro con Dio. Quindi, lo Spirito divino che agiva in Gesù lo rendeva, attraverso le sue parole e le sue azioni, segno e strumento attivo della Parola di Dio, fondamento della salvezza. È lo Spirito divino che agiva in Gesù, dopo la sua morte e resurrezione è stato inviato sulla Chiesa, chiamandola a rendere presente ed efficace l’azione di salvezza di Dio. Salvezza che Dio continua a compiere attraverso il Signore risorto, nella potenza dello stesso Spirito di Gesù, proprio attraverso noi poveri peccatori, chiamandoci ad essere membra del Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Ecco il primo fine della Chiesa, essere sacramento (segno e strumento) della comunione con Dio.
L’origine della Chiesa è radicata nella comunione trinitaria. Questa riflessione ci consente di capire l’origine, la realtà e lo scopo della Chiesa. Dio nella creazione dell’uomo e della donna come comunità manifesta già il suo disegno di radunare gli uomini in un solo corpo. Anche nella storia del popolo di Dio, Israele, dell’antica alleanza che è preparata la manifestazione della Chiesa, una comunità alla quale donare la missione di salvezza del mondo. Ma solo nel Figlio, Cristo Gesù, che questa salvezza viene pienamente manifestata. È proprio il suo messaggio e la sua attività in favore degli uomini che prepara il Regno di Dio (il realizzarsi della salvezza in tutte le sue manifestazioni) e proprio attraverso la sua morte e risurrezione che incomincia ad instaurarsi nel mondo, mediante la Chiesa.
Chiesa, popolo di Dio
Questa affermazione, Chiesa popolo di Dio, richiama le radici ebraiche del Cristianesimo e che la salvezza è stata preparata attraverso il popolo d’Israele. In secondo luogo, la Chiesa si definisce attraverso la comunione, essa non è composta da cristiani isolati e chiusi nella propria esperienza di fede, bensì rappresenta un popolo in cui lo Spirito agisce in ogni persona per il bene di tutti. La salvezza delinea così la realtà stessa di Dio di rivelarsi all’uomo, la quale comporta diaconia e missione, cioè il cristiano è chiamato a mettersi al servizio del mondo per costruire il Regno di Dio nella storia, testimoniare con la parola e la vita il Vangelo di Gesù, offrire sé stesso in comunione con il sacrificio del Signore per glorificare Dio e santificare il mondo. Questo popolo racchiude in sé delle caratteristiche che lo contraddistingue dal mondo. Esso ha un capo, che è il Cristo, il quale nella sua morte e risurrezione ha fondato la Chiesa; ha una condizione, essere dei figli di Dio; una legge che lo spinge ad amare con l’amore di Cristo; un ruolo, quello di servire il mondo e testimoniare l’amore di Dio per gli uomini. Tutti i cristiani sono chiamati ad assumere una dimensione sacerdotale dal momento del loro battesimo, cioè dal momento in cui sono introdotti nella Chiesa, sono chiamati a fare della loro vita un’offerta gradita al Signore. Questo vuol dire che ogni battezzato deve sempre rendere testimonianza a Cristo, nella fedeltà al Vangelo, attraverso una vita santa e una carità operosa. Dal battesimo nasce il dovere di essere testimoni del Vangelo, di lavorare per la crescita della Chiesa attraverso la disponibilità a consacrare il proprio tempo, le proprie forze, il proprio cuore, secondo i doni ricevuti. La Lumen Gentium ci ricorda che questa vita santa e caritativa trae origine da un’indole sacra che a sua volta si attua attraverso i sacramenti. Proprio attraverso i sacramenti ogni uomo viene incorporato nella Chiesa (battesimo), diffonde e difende la fede come vero testimone di Cristo (cresima), partecipa al sacrificio eucaristico (Eucaristia), riceve la misericordia di Dio (penitenza), diventa guida della comunità (ordine) oppure significa il mistero di unità e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa (matrimonio). Ecco allora che ogni uomo, munito di tanti e mirabili mezzi di salute (LG 11), viene chiamato dal Signore alla santità e a formare il Popolo di Dio.
Don Carlo
OTTOBRE: SANTE MESSE DEL SABATO alle ore 16,30
Sabato 3 RONCADELLO - Sabato 10 BARBUZZERA - Sabato 17 RONCADELLO - Sabato 24 SAN ROCCO
DOMENICA 4 OTTOBRE
APERTURA DELL'ANNO CATECHISTICO
Alle ore 15,00 presso la chiesa di Dovera: incontro di preghiera, presentazione dei catechisti e dei gruppi di catechesi, consegna dei moduli di iscrizione alla catechesi parrocchiale e al Circolo NOI.
Mercoledì 14 ottobre alle 20,45 presso l'oratorio di Dovera: INIZIO DEL CORSO BIBLICO
Domenica 18 ottobre alle 14,30 presso l'oratorio di Dovera: CATECHESI nei GRUPPI
SAGRA dei SANTI NABORE e FELICE MARTIRI
PATRONI DI POSTINO
PROGRAMMA LITURGICO
N.B.
(per il programma delle manifestazioni folkloristiche si faccia riferimento ai manifesti e ai social. Durante i giorni della Sagra è allestita presso l'oratorio di postino la PESCA DI BENEFICENZA)
Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre nella parrocchiale di Postino: ore 20,30 SANTA MESSA
SABATO 10 OTTOBRE ore 17,30. SANTA MESSA e PROCESSIONE attraverso le Vie Vittorio Emanuele, Via Garibaldi, Via Farinoli, conclusione in chiesa parrocchiale.
DOMENICA 11 OTTOBRE: ore 11,00: SANTA MESSA SOLENNE
ore 17,30 in chiesa parrocchiale: CELEBRAZIONE dei VESPRI
LUNEDI' 12 OTTOBRE: ore 10,00 in chiesa parrocchiale a Postino:
UFFICIO GENERALE PER TUTTI I DEFUNTI DELLA PARROCCHIA.
DOMENICA 25 OTTOBRE. SAGRA di SANT'ILARIONE ABATE
PATRONO di BARBUZZERA
ore 15,30 presso la chiesa di Barbuzzera:
SANTA MESSA e PROCESSIONE
(è sospesa la Santa Messa delle 17,30 a Dovera)
La festa di San Francesco d’Assisi cade il 4 ottobre, nel cuore della vendemmia e poco prima della Madonna del Rosario. Egli morì alla Porziuncola alle ore 19 di sabato 3 ottobre 1226, all’età di 45 anni. Nonostante il Santo sia morto il 3 ottobre, viene ricordato il 4, infatti in Italia, durante il Medioevo fino al XVIII secolo, il “giorno ideale” non cominciava allo scoccare della mezzanotte, ma con l’Ave Maria della sera, annunciata dal suono delle campane alla fine del crepuscolo mezz'ora dopo il tramonto, quindi San Francesco è registrato morto il 4 ottobre.
San Bonaventura ne “La leggenda maggiore” racconta che San Francesco, per dimostrare che, su modello di Cristo, egli non aveva nulla in comune con il mondo, durante la malattia volle essere deposto per terra, nudo come Cristo sulla croce (era così che crocifiggevano i condannati). San Francesco cominciò nudo davanti al vescovo ed i propri genitori, così volle chiudere la sua vita terrena, per obbedienza e carità come la lasciarono i frati che mentre moriva gli leggevano la “passione del Signore” dal Vangelo di San Giovanni. Lui, poi, recitò il salmo “con la mia voce, Signore, grido aiuto, con la mia voce supplico il signore” giungendo faticosamente fino al versetto finale. “I giusti mi faranno corona quando tu mi concederai la tua grazia”.
“Le allodole”, narra Bonaventura, “che sono amiche della luce e hanno paura del buio della sera, nel momento del transito del Santo vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa per lodare Dio”. Così come accade nella predica agli uccelli, in cui essi fissavano immobili San Francesco mentre lui scriveva il Cantico delle Creature, ricolmo di gioia e pietà. Pregava con umiltà e gioia sempre dando il suo esempio, per rinnovare una chiesa in crisi.
San Francesco aveva il soprannaturale dono di comunicare con tutti gli esseri, di penetrare nella loro dimensione di creature divine e gli animali lo percepivano. Pur non essendo teologo, sapeva offrire interpretazioni sorprendenti e profonde sulla sacra scrittura e si realizzò nel dono delle “stimmate” sul sacro monte della Verna nell’esodo del 1224. Egli stava digiunando in occasione della Quaresima quando gli apparve Cristo, nelle sembianze di un angelo Serafino, che il 14 settembre, proprio il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, gli consegnò l’ultimo sigillo. La festa, che cade proprio nel cuore della vendemmia, è come un simbolo connesso all’uva e alla vita. Nel Vangelo di San Giovanni Cristo è definito la “vera vite”: “Io sono la vite e voi i tralci. Chi rimane in me, io in lui, avrà la vita eterna…”. San Francesco amava molto Maria, in quanto Madre di Gesù ed a Lei offriva preghiere ed affetti.
Nel centenario molti scriveranno pagine e pagine, noi ricordiamo l’umiltà e la gioiosa fede del Santo rivolgendogli le nostre preghiere affinchè possiamo essere umili e felici cristiani col cuore pieno di fede e riconoscenza a Dio che ci ha dato in Francesco un grande Santo da imitare nel nostro piccolo.
Antonella Galbiati
Perché un mantra attira e incuriosisce e la ripetizione di una preghiera no?
Perché siamo tutti desiderosi di silenzio e quando siamo invitati a fare silenzio fuori e dentro di noi tendiamo a fuggire?
Perché i rituali di ogni genere e tipo sembrano intriganti e riscuotono attenzione e i gesti misurati e ricchi di significato di una celebrazione eucaristica no?
Abbiamo tutto sotto gli occhi e a portata di mano, ma andiamo a cercare altrove.
Proviamo allora a partire dalla natura che ci circonda…
Con l’arrivo dell’autunno la natura cambia veste, le giornate si accorciano e sembriamo quasi invitati a una dimensione più intima, riflessiva.
Ottobre è portatore di una tradizione secolare: è il mese dedicato alla Madonna e alla preghiera del Rosario.
Non si tratta di una semplice ricorrenza bensì di un invito a fermarsi, respirare e ritrovare un contatto profondo con sé stessi e con il divino attraverso una delle preghiere più amate della storia, quasi una carezza che attraversa i secoli.
Le origini di questa devozione sono radicate nel Medioevo, ma è stato Papa Pio V a istituire la festa della Madonna del Rosario (per ricordare la vittoria di Lepanto nel 1571) e a consacrare l’intero mese alla Vergine Maria. Nel corso del tempo, generazioni di fedeli hanno trovato nel Rosario un’ancora di salvezza nei momenti di difficoltà e un canto di ringraziamento nei giorni di gioia. Eppure, a volte, questa preghiera rischia di essere percepita come una pratica antica, quasi superata, adatta solo alle generazioni passate.
Niente di più lontano dalla realtà.
A uno sguardo superficiale, il Rosario può sembrare una sequenza monotona di parole. In verità, la sua struttura nasconde un segreto. Mentre le labbra ripetono le parole, la mente si quieta e il cuore si apre alla meditazione dei "misteri" (momenti chiave della vita di Gesù e di Maria). Ogni grano della corona ci invita a ‘visualizzare’ scene di gioia, di dolore, di luce e di speranza, specchio fedele anche delle nostre esistenze.
Vogliamo metterla in pubblicità?
Nella società moderna, dominata dalla fretta, il Rosario può rivelarsi anche un formidabile antidoto contro lo stress. Bastano venti minuti per staccare la spina dal caos quotidiano. Si può pregare ovunque: nel silenzio della propria stanza, camminando in un parco godendosi i colori dell'autunno, o persino nel traffico della città, trasformando un tempo morto in uno spazio di pace. Non servono doti speciali, basta la semplicità di un cuore che si affida.
Prendere in mano la corona del rosario equivale a stringere la mano di una Madre che ascolta e consiglia. È un gesto che crea comunità quando è condiviso in famiglia o in parrocchia, ma che sa essere straordinariamente intimo quando vissuto nella solitudine della propria preghiera personale.
E allora lasciamoci contagiare dalla bellezza di questa tradizione!
In questo mese di ottobre proviamo a rispolverare quella corona che forse riposa dimenticata in un cassetto. Mettiamoci in ascolto, un grano alla volta.
Potremmo scoprire che il Rosario non è un peso del passato, ma un paesaggio di pace per il nostro presente e una bussola per il nostro futuro.
Amen.
Michela Spoldi
Giovedì 1:
ore 8,45: per Guerini Andrea e Lanfranchi Angela (Dovera)
ore 17,30: per Andreoli angela e Tedoldi Giacomo (Postino)
Venerdì 2:
ore 8,45: per Tomasoni Benedetto (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 3:
ore 16,30: per Domenico Dossena e amici; Bonizzi Giovanni e Annamaria (RONCADELLO)
ore 18,00: per famiglie Brunelli, Bellini, Agarossi; Fusar imperatore Francesca e Cleofe, famiglia Mapelli Carlo, Luigi e Mino (Postino)
Domenica 4: XXVII del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: per Zucchelli Agostino e famiglia Azzanelli (Postino)
ore 9,00: per Negroni Lorenzo e Carla; Rossi Franco, Agarossi Derio, Brunelli Linda; Papetti Paola (Roncadello)
ore 10,00: per Avogadri Francesco e famiglia (Dovera)
ore 11,00: per Fassina Giuliano, Antonio, Stefania, Rizzi Bortolo, Antonia, Rosa e figli; Bertolini Giovanna, Rina e Franca, Maggi Angelo; Raimondi Cominesi Raffaele e Caterina, Pietro e Giulia (Postino)
ore 17,30: per Rancati Carlo (Dovera)
Lunedì 5
ore 8,45: per Sacchi Rosanna (Dovera)
ore 17,30: per Maggi Angelo (Postino)
Martedì 6:
ore 8,45: per famiglia Abondio Bruno, Angelo e Pino; famiglia Canonico Luigi e Francesca (Dovera)
ore 17,30: per Gennari Mario (Postino)
Mercoledì 7:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per coniugi Cappelletti Paolo e Caterina (Postino)
Giovedì 8:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 20,30: per Cambiè Agnese, Vailati Mario, Mariuccia, Lucio e Callisto (Postino)
Venerdì 9:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 20,30: per Cucchiara Bardàssare e Ferro Vincenza (Postino)
Sabato 10:
ore 16,30: per Villa Pietro e Ceriani Orsolina (BARBUZZERA)
ore 17,30: per Marta Giuseppe, Martuscelli Antonio e Rodolfa; Staccoli Giovanni, Marcello, Alfonsa, Maria e famiglia (Postino)
Domenica 11: XXVIII del TEMPO ORDINARIO
SAGRA dei SANTI NABORE e FELICE - POSTINO
ore 8,00: per Fassina Giuliano, Antonio e Stefania (Postino)
ore 9,00: per famiglie Asti e Rustici (Roncadello)
ore 10,00: per famiglie Denti e Marini; Rioldi Mario e Irene (Dovera)
ore 11,00: per Bruni Tarcisio; Cavalli Dante e fratelli (Postino)
ore 17,30: per Spini Antonio e Vittoria (Dovera)
Lunedì 12:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 10,00: UFFICIO PER I DEFUNTI DELLA PARROCCHIA (Postino)
Martedì 13:
ore 8,45: per famiglia Bonizzi Egidio e Meazza Maria (Dovera)
ore 17,30: per Sommariva Letizia e Giuseppe; coniugi Ferri Ernesto e Giovanna, Silvano; Maggi Angelo; Bottoni Franco (Postino)
Mercoledì 14:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per fratelli Maraboli Andrea, Evelino, Francesco, Caterina e Antonia; Bizzoni Emilio, Virginia e Pietro; Bizzoni Angelo, Teresa e Maria; Curti Giuseppe, Madonini Francesca, Madonini Stefano, Gatti Carolina (Postino)
Giovedì 15:
ore 8,45: per Bressani Antonio, Margherita, Adelmo e Aldo (Dovera)
ore 17,30: per Mapelli Ausilia (Postino)
Venerdì 16:
ore 8,45: per famiglia Bonizzi Andrea, Teresa, Giovanna e Agostino (Dovera)
ore 17,30: per coniugi Vailati Antonio e Sacchi Maddalena (Postino)
Sabato 17:
ore 16,30: per Sari Antonio e Francesca Baroni; Manzoni Mario (RONCADELLO)
ore 18,00: per coniugi Sangalli Giovanni, Enrichetta e famiglia; Negroni Giuseppe, Felicina, Alessandro e Pina (Postino)
Domenica 18: XXIX del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: per Raimondi Cominesi Ennio, Enrica; Bonometti Luciano, Alessandro, Francesconi Enrica; Enzo, Ernesto, Angela e Carlo (Postino)
ore 9,00: per Tarenzi Palmira (Roncadello)
ore 10,00: per Sangalli Giovanni e Aurelia; Pagani Pietro (Dovera)
ore 11,00: per Madè Paolo e Sacchi Francesca (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 19:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 20:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglie Gilli e Mariconti; Rizzi Bortolo, Antonia, Rosa e figli (Postino)
Mercoledì 21:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Vailati Virginio e famiglia Asti (Postino)
Giovedì 22:
ore 8,45: per Dallara Ornella e famiglia Giandini (Dovera)
ore 17,30: per Marzagalli Carolina e Rodolfo (Postino)
Venerdì 23:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Mariconti Francesca e Maddalena (Postino)
Sabato 24:
ore 16,30: per Barbati Biondo Enrichetta; Guerini Santo (SAN ROCCO)
ore 18,00: per Miglio Dante, Maraboli Vittorina; Soci defunti del Gruppo Missionario (Postino)
Domenica 25: XXX del TEMPO ORDINARIO
SAGRA DI SANT'ILARIONE - BARBUZZERA
ore 8,00: per famiglia Bravi (Postino)
ore 9,00: per famiglia Cornalba (Roncadello)
ore 10,00: per Ghilardi Mario e Maria (Dovera)
ore 11,00: per famiglie Tamagni e Fumagalli; Bruni Pietro e Lunghi Giacomina (Postino)
ore 15,30: SANTA MESSA (BARBUZZERA)
ore 17,30: SANTA MESSA SOSPESA (Dovera)
Lunedì 26:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 27:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglie Andena e Monteverdi (Postino)
Mercoledì 28:
ore 8,45: per Cernuschi Maria e Gino (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Giovedì 29:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 30:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 31:
ore 18,00: per Versetti Tiziano e famiglia; Rovida Giovanna; Amaranti Armando, Rosa, Adriana, Clara e Dino (Postino)