Indice
Le parole di don Carlo:
Calendario Pastorale
Camposcuola 2026
Don Massimo: Esaltazione della Santa Croce
Don Massimo: Diocesi di Lodi in festa: Ordinati quattro nuovi sacerdoti in Cattedrale
Santa Madre Teresa di Calcutta
Calendario liturgico
Cari parrocchiani
il mese di settembre segna la ripresa graduale delle attività pastorali delle nostre parrocchie con l'inizio del nuovo anno pastorale 2026 / 2027.
L'inizio del nuovo anno pastorale è caratterizzato dalla celebrazione delle “SAGRE” delle nostre parrocchie, partendo dalla seconda domenica di settembre con la sagra di santa Maria assunta in Roncadello, la quarta domenica di settembre con la celebrazione di san Lorenzo patrono di Dovera e proseguendo con la seconda domenica di ottobre con la celebrazione dei santi Nabore e Felice patroni di postino.
In più nella piccola frazione di Barbuzzera la celebrazione di sant'Ilarione la quarta domenica di ottobre.
Come dice la stessa parola sagra questi eventi sono prima di tutto e principalmente ricorrenze religiose. I nostri padri hanno scelto questi santi come patroni e protettori delle nostre comunità da conoscere, pregare e imitare.
La sagra è certamente momento anche di festa della comunità, per cui benissimo tutte le iniziative ricreative, che fanno però da corollario alla festa religiosa che rimane il centro della ricorrenza.
Come ho già anticipato sul numero di giugno del giornalino, in questo nuovo anno pastorale vogliamo mettere maggiore impegno nel vivere la costruzione della comunità: che significa camminare in maniera più spedita verso l'unità delle nostre comunità parrocchiali.
Pur mantenendo ciascuna parrocchia la propria peculiarità e tradizione però, come ha sottolineato più volte mons. Vescovo, questo cammino di unità è ormai irreversibile.
La comunità cristiana, che è sempre più ridotta a minoranza, vista anche la semplice partecipazione alla messa domenicale e l'età di chi la frequenta, non coincide più con il paese, ma è il piccolo gregge unito nei nostri paesi.
Il campanilismo che una volta divideva le nostre parrocchie ormai non ha più senso di esistere perché sarebbe un'inutile dispersione di forze e il creare dei “doppioni” che non possiamo permetterci il lusso di avere!
Per questo cammino verso l'unità prenderemo spunto da due simboli molto importanti delle nostre parrocchie:
- Il nuovo sagrato della chiesa di Postino, realizzato e creato non solo come opera edilizia, ma pensato anche con un profondo e bellissimo significato religioso e teologico: è formato da tanti piccoli mattoncini ma insieme creano la bellezza dell'unità; ha nel suo disegno una raggiera fatta con materiale diverso. Questa raggiera ci invita a fare due cammini: il cammino verso la chiesa, centro della comunità parrocchiale, dove celebriamo i misteri della nostra salvezza e il cammino inverso: uscire per andare a portare a tutti il dono che abbiamo ricevuto che è Cristo stesso nella sua Parola e nei suoi Sacramenti.
- Il secondo simbolo è la ricorrenza del 60° anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale di Dovera avvenuta il 13 maggio del 1967.
La chiesa è la casa di Dio in mezzo alle nostre case, è la casa dove il popolo santo di Dio si ritrova unito, soprattutto nel giorno del Signore, giorno della Pasqua settimanale, per celebrare l'avvenimento più importante della sua storia, il Mistero Pasquale di Passione, Morte e Risurrezione del suo Signore.
Lì si prende vigore e coraggio per essere testimoni autentici di fede in mezzo alle nostre case.
Purtroppo, molti hanno smarrito la strada, non seguono più quella raggiera che invita ad entrare e ad essere assemblea santa del popolo di Dio.
Chiesa e sagrato sono entrambi luoghi sacri (la parola stessa sagrato ne indica la specificità) da rispettare e da vivere in pienezza.
Cari parrocchiani all'inizio del nuovo anno pastorale invito tutti a riprendere con forza l’impegno del servizio nelle nostre parrocchie, un servizio che deve però essere finalizzato alla fraternità, all'unità così come Cristo ha pregato affinché siamo tutti una cosa sola.
don Carlo
CON IL MESE DI SETTEMBRE RIPRENDE LA SANTA MESSA DELLA DOMENICA DELLE ORE 17,30 A DOVERA
SETTEMBRE: SANTE MESSE DEL SABATO alle ore 16,30
Sabato 5 RONCADELLO - Sabato 12 BARBUZZERA - Sabato 19 RONCADELLO - Sabato 26 SAN ROCCO
CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
A POSTINO:
SABATO 19 SETTEMBRE ore 11,00
Cicchilitti Francesca di Giuseppe Davide e Moretti Jessica
- ore 18,00 (durante la Santa Messa) Raimondi Cominesi Tommaso di Mattia e Cappelletti Alice
DOMENICA 27 SETTEMBRE ore 16,00
Rossi Zibelli Marcello di Rossi Umberto e Zibelli Martina
Oberti Anita di Giovanni e Zibelli Miranda
A DOVERA:
SABATO 26 SETTEMBRE ore 15,30
Cicala Diego di Nicola e Puzzello Claudia Concetta
APPUNTAMENTI IMPORTANTI
LUNEDI' 14 SETTEMBRE festa dell'Esaltazione della Santa Croce.
alle ore 21,00 nella chiesa parrocchiale di POSTINO:
Santa Messa per tutti gli operatori pastorali: Consiglio Pastorale Parrocchiale, Consiglio per gli Affari Economici, gruppo catechisti, gruppi liturgici, membri dei cori parrocchiali, gruppi lettori, gruppo missionario, gruppo Caritas interparrocchiale, volontari dei nostri oratori, gruppo Sagra, volontari delle Sacrestie; Azione Cattolica; Associazione San Rocco e San Cassiano; gruppo Giornalino
Al termine si concorderà con i referenti dei gruppi l'incontro specifico di inizio anno per i vari gruppi col parroco e il vicario parrocchiale
VENERDI' 18 SETTEMBRE: ore 21,00 in Cattedrale a Lodi
AVVIO DELL’ANNO PASTORALE: mandato catechisti ed educatori; assunzione degli impegni canonici dei sacerdoti e laici destinati a nuovi incarichi pastorali.
DOMENICA 20 SETTEMBRE alle ore 11,00 nella chiesa parrocchiale di POSTINO: Santa Messa celebrata da Sua Eccellenza Mons. Maurizio Malvestiti, nostro Vescovo diocesano.
Al termine BENEDIZIONE DEL NUOVO SAGRATO DELLA CHIESA.
SAGRA di SANTA MARIA ASSUNTA
PATRONA DI RONCADELLO
DOMENICA 13 SETTEMBRE
LA MESSA DELLE ORE 9,00 VIENE SOSPESA
ore 18,00: SANTA MESSA e PROCESSIONE attraverso Via Italia, Via delle Betulle e Via Verdi con conclusione in chiesa parrocchiale
Lunedì 14 settembre: ore 20, 30 ufficio per tutti i defunti parrocchiani.
SAGRA di SAN LORENZO DIACONO E MARTIRE
PATRONO DI DOVERA
VENERDI' 25 SETTEMBRE alle ore 21,00 presso la chiesa dei SANTONI:
SERATA CON SAN LORENZO: momento di preghiera e presentazione della figura di San Lorenzo nel suo contesto storico
SABATO 26 SETTEMBRE ore 19,30 all'oratorio San Luigi: Cena della Sagra con intrattenimento
DOMENICA 27 SETTEMBRE: ore 15,00: all'oratorio San Luigi
ANIMAZIONE per bambini e ragazzi con altre manifestazioni che saranno specificate sui social.
ore 17,30 in chiesa parrocchiale: SANTA MESSA SOLENNE e PROCESSIONE, al termine presso l'oratorio San Luigi: apericena.
ore 21,00 presso l'oratorio San Luigi: TOMBOLATA di San Lorenzo.
PERCORSO DELLA PROCESSIONE:
Via Roma; Via Palestro; Via Barbuzzera; Via Kennedy; Via Oldrini; tratto dei Giardini Comunali; Via XIV Maggio, conclusione in chiesa parrocchiale
LUNEDI' 28 SETTEMBRE: ore 21,00 in chiesa parrocchiale a Dovera:
UFFICIO GENERALE PER TUTTI I DEFUNTI DELLA PARROCCHIA.
Il nostro oratorio crede nel potere della condivisione all’interno della comunità e per questo si impegna a garantire la possibilità di vivere questi momenti a partire dal grest estivo fino alla proposta del Camposcuola.
L’esperienza del Camposcuola accoglie bambini e ragazzi dalla terza elementare ai primi anni delle superiori che, accompagnati dal parroco Don Carlo insieme allo STAFF, formato da noi educatori e dai cuochi, trascorrono una settimana di convivenza lontano da casa.
Quest’anno, a fine Luglio siamo partiti con destinazione Borgo Valsugana, un piccolo paese nel Trentino Alto Adige. Per coinvolgere i partecipanti nelle attività proposte ogni giorno, il gruppo educatori sceglie con cura un tema chiave che faccia da filo rosso lungo il corso delle giornate. Questa volta, abbiamo promosso il racconto del Re Leone, ricco di insegnamenti sul valore della famiglia, degli affetti, della maturità, della responsabilità. È stato esattamente su queste tematiche che abbiamo sviluppato, poi, gli incontri di riflessione guidati da noi educatori, dividendo i bambini per fasce d’età, impostando un lavoro adatto a ognuno e coerente con la loro crescita.
Ecco una delle giornate tipo del Camposcuola: quando andiamo in gita, la sveglia suona presto, sia per gli educatori che in punta di piedi raggiungono la cucina e preparano i panini del pranzo, sia per i bambini carichi ed entusiasti per la camminata. Se, invece, non partiamo per l’avventura, dopo la colazione ci si impegna nel responsabilizzare bambini e ragazzi nella cura e nella pulizia degli ambienti. I bambini comprendono, così, che sono in grado di gestirsi in autonomia, sempre contando sull’appoggio e sugli occhi vigili dello STAFF. Terminata la fase di riordino generale, ci si divide nei gruppi per l’inizio dell’attività, seguita da un abbondante e gustoso pranzo preparato dalle esperte mani dei nostri cuochi. Nei pomeriggi liberi non sono mai mancati giochi insieme in giardino o al chiuso per il maltempo (che fortunatamente abbiamo incontrato solo una volta) che si concludevano con merende speciali.
Essendo il Camposcuola un’esperienza fondata sulla fede, sono stati di grande importanza i momenti di raccoglimento e preghiera all’interno della piccola cappella presente nella casa, guidati da Don Carlo.
Dopo le chiamate serali dei bambini ai genitori iniziavano i grandi giochi, sempre a tema Re Leone, in cui noi educatori ci travestivamo da personaggi e mettevamo in scena le vicende tratte dal film. Ogni giornata si concludeva con il rito della buonanotte: i bambini si riunivano nelle proprie camere e attendevano l’arrivo degli educatori che dopo aver rimboccato loro le coperte, acceso lucine contro la paura del buio e augurato sogni d’oro, sostavano in rigoroso silenzio nel corridoio accertandosi che tutti dormissero sonni tranquilli.
La settimana di Camposcuola arricchisce fortemente i bambini e i ragazzi che vi partecipano, ma anche noi educatori che torniamo a casa carichi di ricordi e diversi rispetto a come siamo partiti. Ogni anno, il ritorno è vissuto da tutti con un po’ di malinconia e con il forte desiderio di rivivere nuove avventure il prossimo anno!
Adesso che ne abbiamo l’opportunità, a nome di tutti gli educatori e dello STAFF, ci teniamo a ringraziare voi bambini e ragazzi e le vostre famiglie che con estrema fiducia vi hanno permesso di trascorrere con noi questa esperienza di oratorio e di impare insieme il vero senso di comunità che si dovrebbe respirare ogni giorno.
Don Carlo e lo STAFF
Gli educatori Francesco, Alice RC, Simone, Giorgia, Pietro, Sofia, Gloria, Miriam, Niccolò, Enrico e Alice P.
I cuochi Giacomo, Eliana e Antonio
La Chiesa cattolica, molte Chiese protestanti e la Chiesa ortodossa celebrano la festività liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario del ritrovamento della vera Croce da parte di sant'Elena (14 settembre 320), madre dell'imperatore Costantino, e della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme (335). Secondo la tradizione, Sant'Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Bottino dei persiani nel 614, fu poi riportata trionfalmente nella Città Santa.
Nella celebrazione eucaristica di questo giorno il colore liturgico è il rosso, il colore della Passione di Gesù che richiama appunto la Santa Croce e che viene utilizzato anche il giorno del Venerdì Santo durante il quale i fedeli cattolici compiono l’adorazione della Croce. In Oriente questa festa, per importanza, è paragonata a quella della Pasqua.
Qual è il significato di questa celebrazione?
La croce, già segno del più terribile fra i supplizi, è per il cristiano l'albero della vita, il talamo, il trono, l'altare della nuova alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria. Nella tradizione dei Padri la croce è il segno del figlio dell'uomo che comparirà alla fine dei tempi. La festa dell'esaltazione della croce, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega con la dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul sepolcro di Cristo.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto.
la storia
Nei secoli questa festività incluse anche la commemorazione del recupero da parte dell'imperatore Eraclio della Vera Croce dalle mani dei Persiani nel 628 e nel 1963, con le riforme del Missale Romanum operate sotto Giovanni XXIII la data del 14 settembre assunse il nome ufficiale di Trionfo della Croce.
In aggiunta alle celebrazioni del 14 di settembre, ci sono alcuni giorni delle festività mobili in cui viene fatto particolare ricordo della Santa Croce. La Chiesa cattolica compie l'adorazione liturgica della Croce durante gli uffici del Venerdì Santo, mentre la Chiesa ortodossa celebra un'ulteriore venerazione della Croce la terza domenica della Grande Quaresima. In tutte le chiese greco-ortodosse, durante il Giovedì Santo, una copia della Croce viene portata in processione affinché la gente la possa venerare.
Le tradizioni popolari in Italia. dal Santo Chiodo di Milano a Lucca
Molte le celebrazioni popolari in Italia tra cui la processione del Santo Chiodo, conservato nel Duomo di Milano, e La Luminara di Lucca. La particolare enfasi con cui in questa città si celebra la festa è dovuta al millenario culto del Volto Santo di Lucca, il grande crocifisso ligneo venerato nella cattedrale. Simili occasioni non prevedevano, come nelle processioni tradizionali, il trasporto dell'immagine venerata, bensì un vero e proprio corteo di omaggio che si recava cerimonialmente di fronte all'Immagine. La processione attuale è quindi l'ultima testimonianza di una antica usanza diffusa in tutte le maggiori città del medioevo in cui le popolazioni soggette si impegnavano, al momento della sottomissione, a portare un tributo di cera, in tempi in cui la cera d'api era un articolo di lusso; anche la quantità di cera veniva stabilita in genere nei patti di dedizione, a seconda delle possibilità dell'offerente. Tale offerta veniva presentata in forma solenne, una volta all'anno, alla festività del patrono della città. Tale cera non veniva però subito accesa, ma conservata per provvedere all'illuminazione del simulacro per l'anno successivo.
PREGHIERA ALLA SANTA CROCE
Ti benediciamo, Signore, Padre santo,
perché nella ricchezza del tuo amore,
dall'albero che aveva portato all'uomo morte e rovina,
hai fatto scaturire la medicina di salvezza e di vita.
Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re,
venuta l'ora della sua Pasqua,
salì volontariamente su quel legno
e ne fece l'altare del sacrificio,
la cattedra di verità,
il trono della sua gloria.
Innalzato da terra trionfò sull'antico avversario
e avvolto nella porpora del suo sangue
con amore misericordioso attirò tutti a sé;
aperte le braccia sulla croce offrì a te, o Padre,
il sacrificio della vita
e infuse la sua forza redentrice
nei sacramenti della nuova alleanza;
morendo rivelò ai discepoli
il senso misterioso di quella sua parola:
il chicco di grano che muore nei solchi della terra
produce una messe abbondante.
Ora ti preghiamo, Dio onnipotente,
fa' che i tuoi figli adorando la Croce del Redentore,
attingano i frutti della salvezza
che egli ha meritato con la sua passione;
su questo legno glorioso
inchiodino i propri peccati,
infrangano la loro superbia,
guariscano l'infermità della condizione umana;
traggano conforto nella prova,
sicurezza nel pericolo,
e forti della sua protezione
percorrano incolumi le strade del mondo,
fino a quando tu, o Padre,
li accoglierai nella tua casa.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
In un clima di profonda gioia e gratitudine, la comunità diocesana di Lodi il 13 giugno ha celebrato un momento storico, quando la Cattedrale di Lodi ha accolto numerosissimi fedeli, religiosi, religiose e sacerdoti per la solenne celebrazione di ordinazione presbiterale di quattro giovani del territorio, presieduta dal pastore della diocesi, il vescovo monsignor Maurizio Malvestiti.
Chi sono i quattro nuovi sacerdoti della Diocesi di Lodi
Il cammino di discernimento e formazione in Seminario ha condotto all’altare quattro giovani, pronti a spendersi per il bene delle proprie comunità e della Chiesa intera:
· Don Marco Dellanoce è nato a Lodi il 19 giugno 1999. È originario della parrocchia della Cattedrale. Dopo la maturità al liceo linguistico è entrato in Seminario, nel settembre 2019. Ha prestato servizio nella sua parrocchia, poi dal 2020 a Zelo e dal 2023 a Spino, dove è tutt’ora;
· Don Marco Cremascoli è nato a Lodi il 21 gennaio 2000. Originario di Codogno, ha conseguito il diploma al liceo scientifico ed è entrato in Seminario nel settembre 2019. Ha prestato servizio dapprima nella sua parrocchia di origine, poi a San Colombano e a Senna Lodigiana. Dal 2024 il suo servizio si svolge nella parrocchia di Miradolo Terme;
· Don Ettore Fumagalli è nato a Lodi il 27 luglio 1998. È originario di Spino d’Adda e ha frequentato il liceo scientifico. Dopo un periodo universitario è entrato in Seminario, nel settembre 2019. Da quell’anno ha prestato servizio a Paullo e poi, dal 2022, a Miradolo. Dal 2024 presta servizio a San Colombano;
· Don Matteo Vailati Facchini è nato a Codogno il 2 luglio 1999. È originario di Castiglione d’Adda, si è diplomato al liceo scientifico e nel settembre 2018 è entrato nel Seminario di Lodi. Il suo servizio pastorale si è svolto prima a Castiglione, poi a Livraga, Miradolo, San Gualtero in Lodi e Maria Ausiliatrice in Lodi. Dal 2025 presta servizio a Lodi Vecchio.
Durante l’intensa omelia, il vescovo Maurizio ha ricordato come il Signore risvegli costantemente la memoria di come, nel mistero pasquale, ci abbia “sollevati su ali di aquile” per condurci oltre ogni deserto. La terra promessa, ha spiegato il presule, è una certezza di fede che dona speranza ed agisce come efficace antidoto all’inquietudine del cuore.
Rivolgendosi direttamente ai giovani ordinandi, monsignor Malvestiti ha sottolineato la grandezza della missione che li attende:
«La dignità presbiterale non solo conferma questa prospettiva ma assicura la piena comunione con l’Unigenito Figlio di Dio, che consacrò nella verità dello Spirito gli apostoli, rendendoli partecipi dell’universale missione di salvezza. Ad essa venite aggregati».
Il Vescovo ha poi ricordato che l’imposizione delle mani avviene in una Chiesa locale, quella di san Bassiano, strettamente unita al Successore di Pietro. Un legame che si farà visibile e concreto fra pochissimi giorni: «Lo accoglieremo con vera gioia, sabato a Sant’Angelo Lodigiano», ha annunciato il vescovo, ricordando l’imminente arrivo del Pontefice.
La prova, lo studio e il dialogo con i giovani coetanei
Il Pastore della Diocesi non ha nascosto le svariate forme che la prova può assumere nel ministero, tra solitudini, debolezze e peccati: «Decisivo è il vostro sì, che incontra ora la chiamata rassicurante della Chiesa. Va confermato quotidianamente, ancor più quando inesorabile si affaccerà la prova».
Ha poi aggiunto che è proprio in quel momento che il sì dei novelli sacerdoti “vale come l’oro se lo purifica l’amore umile e perseverante”, poiché “il sì di un peccatore pentito fa sempre scatenare l’infinita misericordia divina”.
Da qui, il forte appello alla formazione permanente e alla vicinanza culturale:
«Rimanete appassionati allo studio biblico e teologico. Abbiamo il pensiero di Cristo e siamo chiamati a dialogare con le altre culture e religioni secondo i principi conciliari, credendo nella varietà che esalta l’unità. A renderci discepoli instancabili nella missione sarà la compassione di Gesù per le pecore senza pastore».
Infine, un mandato speciale per i ragazzi di oggi: «Siete mandati a tutti ma abbiate riguardo per i vostri coetanei. Non abbandonate i più pensosi e quanti sfuggono. Non eludete i loro grandi perché».
I ringraziamenti e il mandato: “Celebrate ogni Messa come fosse l’unica”
Prima della benedizione finale, il vescovo Maurizio ha espresso profonda gratitudine al Seminario in tutte le sue componenti – dai formatori alla scuola di Teologia –, alle famiglie e alle parrocchie d’origine e di servizio pastorale. Ha salutato i presbiteri amici giunti da altre diocesi e ha rivolto una supplica corale: «Pregate il Signore della messe per le vocazioni».
Infine, ha esteso l’invito a tutti i giovani a partecipare alla storica visita di Papa Leone a Sant’Angelo Lodigiano, esortandoli a «vedere e ascoltare Pietro, che parla in Papa Leone facendo eco al Vangelo di Gesù: “Vieni e seguimi”».
Ai quattro novelli sacerdoti ha invece lasciato in dono un prezioso aneddoto, letto un tempo nella sagrestia di una chiesa sulla custodia dei calici:
«Celebra ogni Messa come fosse la prima, l’ultima, l’unica».
A tutti noi il compito di accompagnarli con la preghiera e con l’affetto perché possano essere preti felici, appassionate e vicini agli ultimi e il loro ministero sia sempre fecondo, colmo di Spirito Santo e fonte di salvezza per le anime a loro affidate.
Madre Teresa ricevette l'11 settembre 1979 il Premio Nobel per la pace. Le fu detto di non andare con in mano il Santo Rosario in un luogo non molto credente, ma la piccola suora disse che la preghiera per lei è fondamentale perché dà gioia, forza e coraggio. Talvolta è un'abitudine tramandataci, magari dai genitori o dai nonni, ma se scaturita dal nostro cuore, la preghiera è linfa per tenere viva la nostra fede. Questo lo sapeva bene Santa Teresa, che alla nascita si chiamava Agnese. Nata in Albania il 26 agosto 1910, prese il nome di Teresa quando scelse la vita religiosa giovanissima. Cominciò ad insegnare come maestra in un collegio di Calcutta alle ragazze di famiglie ricche. Un giorno, uscendo, vide per strada moribondi, abbandonati, sporchi. Allora decise di trovare un luogo dove curare, pulire e dare una morte dignitosa a chi era invece abbandonato, senza guardare a che religione appartenesse sia indù, musulmana, ateo o altro. Alcune ragazze la seguirono e lei fondò le Missionarie della Carità, dedicando la vita ai più poveri della terra.
Fu ostacolata anche da sacerdoti e potenti che poi, vedendo il suo impegno, l'aiutarono con soldi e luoghi dove le suore curavano, lavavano i moribondi, donando loro un ultimo sorriso prima di chiudere gli occhi.
Un giorno un giornalista gli disse che non avrebbe fatto ciò che faceva lei, toccare le piaghe e lavare i malati neanche per un milione di lire. Lei gli rispose che nemmeno lei lo avrebbe fatto per i soldi, ma che lo faceva per amore, perché nella carne piagata e putrefatta di quelle persone lei ci vedeva la carne piagata e sanguinante di Gesù Cristo. A noi non è chiesto tanto, ma anche solo il curare i nostri cari quando sono malati, stanchi, anziani e a volte non più presenti con la mente, è un gesto di grande misericordia corporale.
Ricordiamo le 7 opere di misericordia corporali: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati e seppellire i morti.
Se nel nostro piccolo non c'è permesso fare queste opere, facciamo almeno quelle spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti nella fede; ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste e pregare Dio per i vivi e per i morti, per i malati corporali e spirituali.
Santa Madre Teresa ha fatto tutte queste sante opere, ma non è detto che in ognuno di noi non ci sia un piccolo germe di santità “domestica”. Papa Francesco disse:” Non si sa mai che in un vicino noi non incontriamo un angelo che ci aiuta anche solo con un sorriso e un saluto”.
C'è tanto bisogno nel mondo di dialogare, di vicinanza, di umanità. Impariamo prima da Maria, Vergine, madre di Gesù, ad amare, a donare la nostra vita in umiltà e presenza attiva, e poi dai tanti santi e sante che con la loro preghiera e opera hanno vissuto appieno il Vangelo, rendendolo vivo e fecondo nella società e nel mondo.
Diceva Santa Teresa di Calcutta: “se non diverrò una santa, sarò certamente una “santa del nascondimento”, mi assenterò in continuazione dal paradiso per recarmi nella terra ad accendere la luce di quelli che si trovano nell'oscurità”.
Cominciamo noi ad “essere luce” per chi ci è vicino, con l'esempio della preghiera, del rispetto e del dialogo nella carità cristiana in nome di Gesù e di Maria.
Santa Teresa scriveva:
“Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.
Non esiste povertà peggiore che non avere amore da dare.
Se vuoi ambiare il mondo, vai a casa e ama la tua famiglia.
Ogni opera fatta d'amore, fatta con il cuore, avvicina a Dio.
Se ami finché ti fa male, poi non esiste più dolore, ma solo più amore.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Sarai felice.
La gioia è molto contagiosa, quindi siate sempre pieni di gioia”.
Il 5 settembre si ricorda il giorno della sua morte terrena.
Antonella Galbiati
Martedì 1:
ore 8,45: per Colini Silvestro, Antonietta, Paola e Franco (Dovera)
ore 17,30: per Andena Paolo, Maria e fratel Gerolamo (Postino)
Mercoledì 2:
ore 8,45: per famiglia Livraghi (Dovera)
ore 17,30: per Ferri Carlo, Mariettina, Feliciana; Raimondi Cominesi Laura (Postino)
Giovedì 3:
ore 8,45: per Tomasoni Francesco e Valentina (Dovera)
ore 17,30: per Tedoldi Battista e Angelo (Postino)
Venerdì 4:
ore 8,45: per famiglia Quartieri Giovanni e Bressani Teresa (Dovera)
ore 17,30: per Gennari Mario (Postino)
Sabato 5:
ore 16,30: per Copaloni Ines; Bredo Giovanna e Attilio (RONCADELLO)
ore 18,00: per Ferri Stefano, Giuseppe e Angelo; Staccoli Giovanni, Marcello, Alfonsa, Maria e famiglia (Postino)
Domenica 6: XXIII del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: per Aiolfi Savina e Porchera Giuseppe (LEGATO) (Postino)
ore 9,00: per Negroni Lorenzo e Carla; Betti Bruno Paolo Giacomo (Roncadello)
ore 10,00: per coniugi Bramati Pietro e Giuseppina; Santino, Rosangela e famiglia Marinoni; Mastroiacovo Michele (Dovera)
ore 11,00: per famiglie Andena e Tedoldi; Maggi Angelo (Postino)
ore 17,30: per famiglie Baroni e Cipolla; Tosi Vittorio (Dovera)
Lunedì 7
ore 8,45: per don Peppino Raimondi (Dovera)
ore 17,30: per Madè Maria Franca (Postino)
Martedì 8: NATIVITA' della B.V. MARIA
ore 8,45: per famiglie Biaggi e Grassi (Dovera)
ore 17,30: per Barbarino Alfredo ed Elanna; Ferri Apollonia (Postino)
Mercoledì 9:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Comparini Rosetta, Bortolo e Maria (LEGATO); coniugi Fassina e Colini (Postino)
Giovedì 10:
ore 8,45: per suor Maria Ancella Monti Cattaneo (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 11:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Marta Giuseppe; suor Ancilla, suor Antonietta, don Pierino (Postino)
Sabato 12:
ore 16,30: per famiglia Tempella e Alghisi Silvia (BARBUZZERA)
ore 18,00: per Riva Giuseppe e famiglia Riva; Bottoni Franco (Postino)
Domenica 13: XXIV del TEMPO ORDINARIO
SAGRA di SANTA MARIA ASSUNTA in RONCADELLO
ore 8,00: per famiglie Cambiè, Leone e Oltramari; Zucchelli Agostino e famiglia Azzanelli (Postino)
ore 9,00: SANTA MESSA SOSPESA (Roncadello)
ore 10,00: per famiglie Bruni, Vailati, Allasia; Codogno Augusto e Rosina (Dovera)
ore 11,00: per Brescianini Mario; Morelli Bruno e Primaveri Aurelia; Ferraro Maria Assunta e famiglie Ferraro e Raimondi Cominesi (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA SOSPESA (Dovera)
ore 18,00: SANTA MESSA e PROCESSIONE (Roncadello)
Lunedì 14: ESALTAZIONE DELLA SANTA CRCE
ore 8,45: per Bressani Antonio, Margherita, Adelmo e Aldo (Dovera)
ore 17,30: per Comparini Agostino e Anita; Pedrazzini Franco (Postino)
ore 21,00: SANTA MESSA per tutti gli operatori pastorali (Postino)
ore 20,30: UFFICIO PER I DEFUNTI DELLA PARROCCHIA (Roncadello)
Martedì 15: BEATA VERGINE ADDOLORATA
ore 8,45: per Bressani Battista; Sacchi Rosanna (Dovera)
ore 17,30: per Colini Pietro, Gennari Rosa e famiglia (Postino)
Mercoledì 16:
ore 8,45: per Nichetti Roberto (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Giovedì 17:
ore 8,45: per famiglia Bressani Valentina e Tomasoni Francesco (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 18:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Bottoni Giuseppe e Ebe (Postino)
Sabato 19:
ore 16,30: per Palmira Tarenzi Porro. Padre Arcangelo Dossena (RONCADELLO)
ore 18,00: per Altrocchi Ester e Madonini Arsenio; Negroni Giuseppe, Felicina, Alessandro e Pina (Postino)
Domenica 20: XXV del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: per Maramonti Saturno (Postino)
ore 9,00: per famiglie Asti e Rustici; Granata Elsa. (Roncadello)
ore 10,00: per Bonizzi Cesare; Sangalli Ernesto e Angela; Ferrari Natalina (Dovera)
ore 11,00: per Marzagalli Arturo, Onorato, Antonietta e Pinuccia; Lunghi Giuseppe, Maria, Angela; coniugi Lunghi Ersilio e Paola figlie suore Irma, Margherita e Paola (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 21:
ore 8,45: per Gatti Ugo (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 22:
ore 8,45: per Duva Francesco (Dovera)
ore 17,30: per famiglie Gilli e Mariconti (Postino)
Mercoledì 23:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Raimondi Cominesi Tanino (Postino)
Giovedì 24:
ore 8,45: per Gatti Ettore (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 25:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Lunghi Alberto, Pedrazzini Palma, Carrera Antonio; Amaranti Armando, Rosa, Adriana, Clara e Dino (Postino)
Sabato 26:
ore 16,30: per Baroni Paolo e Bonà Enrica; Guerini Santo (SAN ROCCO)
ore 18,00: per famiglia Orsini Giuseppe, Giuseppina e Domitilla; Parati Maria e Lino; Rovida Giovanna; Rotta Giuseppina (Postino)
Domenica 27: XXVI del TEMPO ORDINARIO
SAGRA DI DOVERA: SAN LORENZO DIACONO E MARTIRE
ore 8,00: per famiglia Bravi (Postino)
ore 9,00: per famiglia Cornalba; Carta Domenico Maria e Raffaele (Roncadello)
ore 10,00: per Pretalli Samuele; Isgrò Domenico (Dovera)
ore 11,00: per Mombelli Gino, Maria e Rosa; sorelle Rossetti Anna, Pina, Franca, Mariuccia, fratelli Luciano e Piero; coniugi Deori Giovanni e Maria (Postino)
ore 17,30: per Manzoni Gigi; famiglie Manzoni, Zucchelli, Quadri (Dovera)
Lunedì 28:
ore 21,00: UFFICIO GENERALE PER TUTTI I DEFUNTI (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 29: SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE e RAFFAELE
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Colini Mario, Davide e Massimiliano (Postino)
Mercoledì 30:
ore 8,45: per Ghilardi Franca (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)