Indice
Le parole di don Carlo: La Pasqua di Cristo illumini le tenebre di questo mondo
Calendario Pastorale
Don Massimo: Il crocifisso risorto. Qualche osservazione sul triduo pasquale
Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e compatrona d’Europa
Adorazione Giovani
Incontro dei cresimandi
Eucaristia “autostrada per il cielo”
Calendario liturgico
Tutti sappiamo che la parola Pasqua significa “passaggio”, punto cardine di ciò che avviene davanti al Sepolcro, simbolo di questo movimento e cambiamento. La solennità di Pasqua è meta essenziale e motivo di gioia del nostro “pellegrinare”. Il passo del Vangelo di Giovanni 20,1-9 ci rimanda alla figura di Maria di Magdala che, recandosi al Sepolcro, pellegrina anche lei, lo trova vuoto. In un periodo che non era il più felice; la immaginiamo smarrita, turbata, alla ricerca di ciò che l’anima desidera e che ha potuto sperimentare incontrando il Risorto, Colui che le ha aperto il cuore al vero amore, alla condivisone, alla misericordia, alla speranza, alla gioia. Il buio, il correre, il vedere i teli posati, sono “metafore di vita”. Tutti ci troviamo in periodi difficili (buio), in un vivere frenetico (correre), nel fermarsi a ciò che si vede (i teli), in ciò rappresenta la nostra vita “razionale” che, inquieta, soprattutto in questo periodo di tenebra del mondo a causa delle guerre, dell'odio che c'è tra gli uomini e che sembra oscurare tutto. Stessa scena accade quando Maria di Magdala informa Pietro e l’Apostolo amato (Giovanni) che Gesù è stato portato via dal Sepolcro: si innesca un dinamismo frenetico al luogo della sepoltura. Dalla morte di Gesù la tomba è chiusa, fino alla sua Risurrezione, poi la si trova aperta. Una porta aperta, che indica proprio il passaggio dal buio alla luce, dalla morte all’eternità. Varcare il Sepolcro, zona di dolore e di assenza, rende gli Apostoli consapevoli delle parole dette da Gesù, restituendo la speranza. Anche oggi la Pasqua ha la stessa valenza: ascoltando il Vangelo della risurrezione si rimane stupiti e sorpresi della sua attualità, di come Cristo è vicino a ognuno di noi, ci consiglia, ci conforta e non ci fa sentire soli, a distanza di secoli. Questo è il modo in cui oggi Gesù ha stabilito di comunicare con noi, di donarci speranza e di farci capire che Lui è in Cielo ad aspettarci. Dopo la morte, finalmente la gioia, la promessa di una vita nuova, liberi della nostra umanità, diretti a raggiungere la pienezza. Il giorno di Pasqua, come per gli Apostoli davanti al Sepolcro, anche per tutti noi la porta è aperta; il buio, il correre, il fermarci all’apparenza sono nulla, davanti alla prospettiva di luce, quiete e pienezza che Gesù ci offre. Dopo la consapevolezza c’è l’impegno di provare ad essere persone che vivono nel mondo, ma che sanno di non appartenere al mondo. Impegnandoci ad essere immagine di Colui che è venuto a salvarci, troviamo equilibrio; se commettiamo degli errori o dei peccati, sappiamo che la Sua misericordia è riparatrice, perché in ciascuno di noi cerca la sua creatura amata, che fiduciosa gli corre incontro per ritornare a Dio, il Padre buono che sempre ci aspetta.
Cari parrocchiani tanti auguri di una Pasqua piena di luce!
don Carlo
CATECHESI
Dalla PRIMA ELEMENTARE alla PRIMA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 14,30 DOMENICA: 12; 19; 26 aprile
SECONDA e TERZA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 18,00 SABATO 11, 18, 25 aprile
ADOLESCENTI (Scuola Superiore)
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 17,00 DOMENICA: 12, 19; 26, 29 aprile
CORSO BIBLICO
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 20,45 MERCOLEDI': 15, 22, 29; aprile
APRILE: SANTE MESSE DEL SABATO alle ore 16,30
Sabato 11 BARBUZZERA - Sabato 18 RONCADELLO - Sabato 25 SAN ROCCO
CONFESSIONI PASQUALI
Martedì 31 marzo a POSTINO: ore 21,00 CONFESSIONI per tutti
Mercoledì 1° aprile a DOVERA: ore 21,00 CONFESSIONI per tutti
SABATO SANTO 4 aprile dalle 15,00 alle 17,00 a POSTINO e a DOVERA per tutti.
COMUNIONE AGLI AMMALATI
Mercoledì 1° aprile in mattinata verrà portata la Santa Comunione Pasquale agli ammalati di Postino e di Dovera
TRIDUO PASQUALE
GIOVEDI' SANTO: 2 APRILE
ore 16,30 a RONCADELLO: Santa Messa nella Cena del Signore
ore 17,30 a POSTINO: Santa Messa nella Cena del Signore
ore 20,45 a DOVERA: Santa Messa nella Cena del Signore con il rito della lavanda dei piedi ai ragazzi di quarta elementare
VENERDI' SANTO: 3 APRILE
ore 8,30 a DOVERA e a POSTINO: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle LODI MATTUTINE.
ore 15,00 a RONCADELLO: AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione
ore 16,00 a DOVERA: AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione
ore 17,30 a POSTINO: AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione
ore 20,45: VIA CRUCIS.
Inizio nella chiesa parrocchiale di DOVERA e arrivo alla chiesa parrocchiale di POSTINO percorrendo le Roma, Folla, Garibaldi e Farinoli.
Durante il tragitto si terranno le seguenti stazioni: sul sagrato a Dovera; in Via Folla davanti alla Scuola Materna; imbocco Via Lago di Garda; imbocco Via Lago Gerundo; presso il Mulino prima del Tormo; presso la Cappella della Madonna del Latte; presso la Cappella Caduti; imbocco Vicolo delle Brede; sul sagrato a Postino. Conclusione nella chiesa parrocchiale di Postino.
SABATO SANTO: 4 APRILE
ore 8,30 a DOVERA e a POSTINO: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle LODI MATTUTINE.
ore 21,30 nella chiesa di DOVERA: SOLENNE VEGLIA PASQUALE
Annuncio della Risurrezione e canto dell'Exultet, Liturgia della Parola, Liturgia Battesimale e Liturgia Eucaristica.
DOMENICA 5 APRILE: PASQUA DI RISURREZIONE
Le Sante Messe seguono l'orario festivo
Lunedì dell'Angelo: 6 aprile
ore 10,00 Santa Messa a Dovera
ore 11,00: Santa Messa a Postino
Dal 6 all'8 aprile: Gita – pellegrinaggio a ROMA per adolescenti e giovani
DOMENICA 26 APRILE alle ore 15,00 nella chiesa parrocchiale di DOVERA:
CELEBRAZIONE DELLA PRIMA CONFESSIONE
BATTESIMI
DOVERA: Sabato 25 aprile ore 11,00: CASORATI MARIA VITTORIA
DOVERA: Sabato 25 aprile ore 15,30: MANZONI ARIANNA
UN'IMPORTANTE E BELLA NOTIZIA:
Finalmente, dopo Pasqua, inizieranno i lavori del RIFACIMENTO DEL SAGRATO della chiesa parrocchiale di POSTINO.
La dimensione della preghiera, personale e comunitaria, è fondamentale nella vita cristiana, ma allo stesso tempo è quella più problematica, vissuta con maggiore difficoltà. La preghiera ci mette di fronte al Mistero di Dio e alla sua contemplazione, qualcosa che non possiamo conoscere appieno; per questo a volte viene percepita come qualcosa di apparentemente insignificante: forse che sia una perdita di tempo? Forse che sia una pura illusione? Ciascuno può portare la sua esperienza e sarebbe anche un ottimo argomento di confronto.
Comprendere la realtà ed il significato del sacrificio di Cristo ci permette di penetrare il mistero dell’amore incondizionato di Dio, che nella Storia della Salvezza si è manifestato agli uomini come Padre.
“Centro di tutto l’Anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua”.
In queste poche righe vorrei presentare alcuni dei tanti aspetti liturgici del Triduo Pasquale, i quali altro non sono che la porta d’accesso al Mistero che celebriamo ogni domenica. Quando vivremo le celebrazioni Pasquali (ma si può fare ogni domenica) prestiamo attenzione a tutto questo; nulla nella Liturgia è casuale, tutto manifesta il Signore.
Questi tre giorni sono costituiti in una grande celebrazione: una sola unica liturgia in cui si percorrono sostanzialmente le ultime 12 ore della vita di Gesù.
GIOVEDI’ SANTO
Nella Messa “in Coena Domini” si fa memoria dell’Ultima Cena, in cui Gesù dona tutto sé stesso: corpo e sangue.
Al momento dell’inno del Gloria i Messali antichi recitavano “fit strepitus aliquantus: sia molto rumore”: organo, campane e campanelli risuonano per l’ultima volta, per essere poi “legati”, cioè zittiti, nell’attesa di annunciare nella Notte del sabato la gloriosa risurrezione del Signore. Il brano di Vangelo (Giovanni 13, 1-15) racconta l’episodio della lavanda dei piedi; il Signore Gesù, durante la cena con i suoi discepoli, lava loro i piedi: «Capite quello che ho fatto per voi io, il Signore e il Maestro? Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». Il gesto viene ripetuto durante la celebrazione, segno che invita a metterci noi stessi a servizio dei fratelli. Il parroco, tolta la casula, scende dall’altare per ripetere lo stesso gesto di Gesù e lavare i piedi a 12 ragazzi.
Viene ora il momento centrale: la Liturgia Eucaristica. Lasciamo risuonare in noi le parole di Gesù: “Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi; questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”. Ancora oggi la Chiesa celebra questo straordinario dono del suo Signore, che ha offerto sé stesso quale vittima di espiazione, facendosi carico dei peccati dell’umanità e portandoli fin sull’altare della croce.
Bellissime sono le parole del Prefazio:
“Sacerdote vero ed eterno, Cristo istituì il rito del sacrificio perenne; a Te (Dio Padre) per primo si offrì vittima di salvezza, e comandò a noi di compiere l’offerta in sua memoria. Il suo Corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il suo Sangue per noi versato è la bevanda che ci redime da ogni colpa”.
La centralità dell’Eucaristia è ben sottolineata anche dai riti finali: dopo la Comunione si incensa il Santissimo Sacramento sull’altare per poi portarlo nella cappella della Reposizione; la Messa si conclude nel SILENZIO, senza la benedizione.
Si spoglia l’altare dalle tovaglie e dalle candele: il cammino del Triduo è iniziato e Gesù si avvia verso il Calvario.
Per concludere bene questo momento invito a fermarsi anche brevemente ad adorare il Signore Gesù prima di tornare a casa [1].
VENERDI’ SANTO
Il Venerdì è segnato dal silenzio, dall’inizio alla fine.
Nella Liturgia della Parola, dopo il quarto Canto del Servo sofferente (Isaia 52,13 – 53,12) e la Lettera agli Ebrei (4,14-16; 5,7-9), viene proclamata la Passione secondo Giovanni (18,1 - 19,42), momento culmine di questa prima parte.
La profondità del silenzio sperimentabile al momento della morte di Gesù ci immerge nell’ineffabile: davanti al Figlio di Dio che pende morto sulla Croce il mondo si ferma. Anche la continuazione del brano evangelico sembra essere connotato da una profonda staticità. È un momento di tensione tale da lasciarci senza parole. GESÙ È MORTO…
La Parola ascoltata ha una prima attuazione nelle dieci Preghiere Universali in cui la Chiesa affida al Signore il mondo intero.
Nel secondo momento della celebrazione viene portata all’altare la croce coperta da un velo. “Ecco il legno della croce, al quale fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo!” acclama il sacerdote per tre volte, svelando progressivamente il corpo di Gesù. A queste tre acclamazioni siamo invitati ad inginocchiarci brevemente in preghiera. Segue il momento dell’adorazione della Croce, in cui ciascuno può venerare personalmente la Santa Croce, che viene quindi posta ai piedi del presbiterio. Di grande profondità sono l’inno Crux Fidelis e la preghiera delle Lamentazioni del signore (consiglio la lettura e la meditazione) proposti dal Messale Romano. Conclusa l’adorazione l’altare viene parato con tovaglia e candele per il terzo momento dell’Azione Liturgica, la Santa Comunione. Oggi non ci sono doni da presentare all’altare. Solo domani notte riprenderemo a celebrare l’Eucaristia. Oggi ci accostiamo al Pane Eucaristico consacrato ieri, nel desiderio di riabbracciare nella Fede il Cristo sacrificato.
Dopo l’orazione finale lasceremo la chiesa in silenzio, addolorati ma non angosciati. Il corpo di Gesù affidato alla terra è seme che darà frutti di vita eterna. Entriamo nel Sabato Santo, nel silenzio del riposo di Dio, nell’attesa impaziente della Risurrezione. La Croce di Cristo, segno di morte, segno di gloria resterà ai piedi del presbiterio per tutto il giorno del Sabato, insieme alla statua del Cristo deposto, in mezzo alla Chiesa.
***
La preghiera nel Venerdì Santo prosegue con la via Crucis. Il momento è strutturalmente molto più semplice, ma altrettanto significativo. La meditazione delle quattordici stazioni con le quali riviviamo la salita al Calvario di Gesù carico della croce ci permette di immedesimarci nella narrazione e ci fa percepire la sua grande carica emozionale. È una delle principali espressioni della pietà popolare, che con i suoi gesti e le sue immagini immediate, manifesta la religiosità di un popolo che fa propria l’immensa ricchezza della fede, anche della sua espressione culturale. Un patrimonio prezioso da preservare e valorizzare, non come mero folklore, ma nella sua dimensione teologica e spirituale.
In continuità con l’adorazione del Giovedì, troviamo un momento per sostare in chiesa a contemplare nel silenzio la Croce; anche noi siamo partecipi del sacrificio di Cristo.
SABATO SANTO
La solenne Veglia Pasquale inizia nel silenzio, all’esterno della chiesa, dove viene benedetto il Fuoco Nuovo. Sul Cero Pasquale viene incisa una croce, infissi 5 grani di incenso a simboleggiare le ferite del Crocifisso e segnate le cifre dell’anno insieme alla prima e all’ultima lettera greca (il Cristo ieri e oggi, principio e fine, Alfa e Omega, al quale appartengono
il tempo e i secoli).
Il Cero viene acceso e fa il suo ingresso nella chiesa: la luce di Cristo che rischiara le tenebre della notte. Fissato il Lume sul presbiterio, viene proclamato un antico inno, l’Exultet, un primo annuncio glorioso della risurrezione.
Inizia ora la Liturgia della Parola, in cui si ripercorre la Storia della Salvezza, come tensione che giunge a compimento nell’evento Cristologico. Campane, campanelli ed organo tornano quindi a risuonare, unendosi alla gioia delle nostre voci. “Questa è la Notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro”: CHRISTOS ANESTI! CRISTO È RISORTO!
La Veglia prosegue con la benedizione dell’Acqua Lustrale; nel Battesimo siamo stati uniti alla morte e risurrezione del Signore, facciamo quindi memoria di questo evento originario e attingiamo da questa fonte zampillante di vita eterna l’acqua da portare nelle nostre case.
Dopo due giorni senza Eucaristia, riprendiamo a celebrarla. Tutti i segni di questa Notte: la luce, la Parola, l’acqua, ci portano alla Mensa Eucaristica. Il Risorto sarà di nuovo in mezzo ai suoi nei segni del pane e del vino, memoriale della Pasqua. Disponiamoci a fare comunione con Lui e tra noi. Entriamo nella condivisione della sua morte per risorgere alla vita nuova.
[1] Nota tecnica: le parti sottolineate sono dei consigli per vivere profondamente il Triduo, uno per sera
Don Massimo
Volete il nome di una donna libera, modello di leadership femminile e con una voce significativa del dibattito pubblico?
Una donna che non rimane in silenzio davanti alle ingiustizie, ma che parla anche quando è scomodo e rischioso?
Caterina da Siena
In un contesto storico caratterizzato da crisi sanitarie e demografiche, da instabilità politica, con una chiesa in difficoltà e forti limitazioni sociali (soprattutto per le donne) Caterina riesce a dare un contributo significativo per migliorare il mondo del suo tempo. Siamo nel XIV secolo, uno dei secoli più turbolenti della storia d’Europa, segnato da crisi profonde e da grandi trasformazioni.
La peste nera uccide circa un terzo della popolazione europea e genera paura e instabilità sociale, ma anche una forte domanda di senso religioso. L'Italia non è uno stato unitario, ma un mosaico di città in conflitto tra loro (come Firenze e Siena) spesso divise, anche al loro interno, da lotte tra fazioni politiche.
Caterina si muove nel suo tempo e ha a che fare sia con gente comune, sia con le cariche più alte della società medievale, realtà fortemente strutturata e rigida, in cui nobiltà e clero spiccano da una parte, dall’altra troviamo il popolo.
In questa società le donne sono generalmente escluse dalla vita politica e culturale, ma Caterina rappresenta una sorprendente eccezione.
Nasce nel 1347 in una famiglia numerosa e mostra da subito una forte inclinazione religiosa. Sceglie la vita di preghiera, penitenza e servizio agli altri, ma senza entrare in un monastero bensì rimanendo del mondo come terziaria domenicana.
La sua figura di donna è sorprendentemente attuale.
Nel contesto storico in cui vive, afferma la propria voce con autorevolezza, senza rinunciare alla propria identità. È conosciuta in particolare per avere esortato Papa Gregorio XI a riportare la sede papale da Avignone a Roma contribuendo in modo decisivo alle sorti della Chiesa in un tempo assai travagliato.
La sua spiritualità non è astratta.
Si occupa di soccorrere i malati di peste quindi siamo di fronte a una spiritualità concreta, fatta di cure di corpi oltre che dalle anime. Si prodiga per tutta la vita affinché la società civile e religiosa possa essere sempre più conforme al volere di Cristo.
Non possiede titoli accademici, men che meno potere istituzionale eppure riesce a incidere nella politica, nella cultura e nella religione del suo tempo.
Oltre alle numerose lettere, la sua opera più famosa il “Dialogo” è proprio un tentativo di trovare ordine in un mondo che ne è privo.
Caterina è una donna che vive dentro il suo tempo. La peste la spinge la carità concreta, i conflitti alla mediazione, la crisi della Chiesa al coraggio della parola, i limiti imposti alle donne alla creatività del superarli.
Si può avere influenza su papi e imperatori a nemmeno 30 anni?
Sì.
Si può diventare dottore della Chiesa a 33 anni senza aver frequentato nessun corso di teologia?
Sì.
Sì, se tutto ciò sta nel cuore e nel progetto di Dio e chi viene invitata a compierlo non si tira indietro.
Caterina ci mostra come anche dei periodi più difficili sia possibile trasformare la crisi in responsabilità e impegno personale.
Una donna, quindi, di grande attualità e un ottimo esempio da imitare. Grazie Caterina!
Michela
La parrocchia di San Fereolo organizza una volta al mese l'Adorazione dei Giovani (AdG per abbreviare), un momento riflessione personale.
L’AdG è un vero e proprio dialogo con Dio in cui si prega per sé stessi e per il prossimo, accompagnati dal dolce suono del coro dei giovani.
Ho iniziato a partecipare da poco alle adorazioni, su consiglio di amici ed educatori, ma devo ammettere che mi sta aiutando a scoprire la mia fede nel profondo.
Gli incontri, solitamente si tengono nella chiesa della parrocchia, ma la scorsa volta, domenica 8 Marzo, l'incontro era in Duomo a Lodi con la presenza del Vescovo.
Il tema era la storia del miracolo biblico della moltiplicazione dei pani e dei pesci e quello su cui invitavano a riflettere era proprio chi o cosa fossero i cinque pani e due pesci che vorremmo moltiplicare nella nostra vita di fede.
Nel momento di preghiera personale venivano riportate le testimonianze di alcuni ragazzi e dei propri cinque pani e due pesci: per esempio vi era un capo scout, una giovane catechista, un allenatore di una squadra di calcio di bambini o una ragazza del Movimento Studenti Azione Cattolica (MSAC). Veniva raccontata la loro esperienza e la loro volontà di fare qualcosa per il prossimo. Mentre venivano letti questi pensieri, ogni ragazzo portava all'altare del pane, come a offrire a Dio le proprie opere.
Vedere e ascoltare queste testimonianze ha fatto crescere in me la volontà di mettermi sempre di più al servizio della comunità, di fare del bene a qualcuno, come ai bambini del catechismo o del grest.
Quello che voglio augurarmi è che sempre più ragazzi e giovani partecipino a questi momenti, per guardare dentro sé stessi e convincersi che la vita con Dio sia quella giusta.
(La prossima adorazione si terrà domenica 12 Aprile a San Fereolo)
Sofi
Domenica si è svolto l’incontro dedicato ai cresimandi, un momento ricco di condivisione e crescita. Come catechisti abbiamo accompagnato i ragazzi in un percorso fatto di attività, riflessioni e confronto, cercando di aiutarli a comprendere più a fondo il significato della Cresima. L’incontro è stato caratterizzato da un clima sereno e partecipato: i ragazzi si sono messi in gioco con entusiasmo, dimostrando interesse e voglia di approfondire. Attraverso giochi, momenti di dialogo e testimonianze, abbiamo cercato di rendere questo appuntamento non solo formativo, ma anche coinvolgente. È stato bello vedere nascere relazioni, ascoltare pensieri sinceri e percepire il desiderio dei ragazzi di crescere, non solo nel percorso di fede, ma anche come gruppo. Un’esperienza che, ancora una volta, ha arricchito non solo loro, ma anche noi catechisti.
Niccolò
Carlo Acutis, un'adolescente ora Santo, mostrò fin da piccolo una grande fede ed un legame alla devozione alla Vergine e alla Eucaristia che considerava “l’autostrada per il cielo”.
L'Eucarestia è la fonte dell'amore per Dio e per il prossimo, apre il cuore e l'anima. La presenza di Gesù nell'Eucaristia è reale e concreta e l'adorazione eucaristica è il momento più alto di preghiera.
Carlo Acutis nasce a Londra 3 maggio 1991 da genitori italiani. A Milano riceve la prima Comunione e la Cresima. Un cammino intenso di fede che Carlo vive con gioia e amicizia. A 14 anni frequenta il liceo classico dei padri gesuiti e aiuta i ragazzi a prepararsi alla Cresima. Il suo legame con l'Eucarestia aumenta con l'amore per la Madonna, che considera la sua vera madre. Trascorre le sue vacanze ad Assisi (dove giace la sua spoglia mortale) e qui conosce e ama San Francesco. Frequenta la Santa messa ogni giorno. A questo sacramento dedica l'iniziativa della descrizione dei Miracoli Eucaristici verificatisi nei secoli nei vari paesi e che sono stati riconosciuti dalla Chiesa. Recita ogni giorno il Santo Rosario.
Nel 2006 Carlo si ammala di leucemia e muore il 12 ottobre. La sua salma verrà tumulata nel 2019 ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, che è meta di pellegrini. Nel 2025 Papa Leone XIV lo proclama Santo.
La conoscenza e l’amore per San Francesco hanno fatto crescere in San Carlo Acutis l'umiltà, l'amore per la Madonna e per l'Eucaristia che definiva “autostrada per il cielo”, cioè la via più rapida alla Santità, dove vorremmo e dobbiamo arrivare tutti noi battezzati che abbiamo ricevuto lo Spirito Santo che con i suoi doni e frutti ci permette di diventare santi “come è Santo il Padre mio” ci dice Gesù nel Vangelo.
Nell'ultima cena Gesù ci dona sé stesso con l'Eucaristia, cibo celeste che nutre l'anima, lo spirito e la nostra fede. L'Eucaristia è un sacrificio di ringraziamento al Padre, una benedizione con la quale la Chiesa esprime la propria riconoscenza a Dio per tutti i suoi benefici, per tutto ciò che ha operato mediante la Creazione, la redenzione, la santificazione. Eucaristia significa prima di tutto “Azione di grazia”.
Il sacramento dell'Eucaristia è il cuore della fede cattolica, in cui pane e vino diventano realmente corpo e sangue di Cristo (transustanziazione). Rappresenta il sacrificio di Cristo, ringraziamento del Padre e una benedizione. È il sacramento centrale del cristianesimo e ci unisce a Cristo. È un banchetto d'amore che ricorda l'Ultima Cena dove Gesù ha offerto il suo corpo e il suo sangue. E questo si rinnova in ogni Santa Messa, che è la preghiera massima per noi cristiani.
La si dà ai bambini come sacramento per la prima volta a 9 anni dopo la catechesi in parrocchia. Ma non deve finire tutto con una bella festa e preziosi regali. Dobbiamo far capire ai bambini che questo dono d'amore di Gesù va ricevuto ogni Santa Messa per unirci a Lui con corpo e sangue, uniti nella fede anche ai fratelli. Preghiamo affinchè tutti noi cristiani cattolici possiamo nutrirci di Cristo con l'Eucarestia spesso nella consapevolezza della gioia che un giorno saremo insieme nel paradiso con tutti i santi.
Auguri per una Santa Pasqua a tutti voi
Antonella Galbiati
Mercoledì SANTO 1:
ore 8,45: per Bertoletti Gina e Romeo (Dovera)
ore 17,30: per Gennari Mario (Postino)
Giovedì SANTO 2:
ore 16,30: SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE a Roncadello
ore 17,30: SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE a Postino
ore 20,45: SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE con il rito della “Lavanda dei piedi” ai ragazzi che riceveranno la PRIMA COMUNIONE a Dovera
Venerdì SANTO 3:
ore 15,00 AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione a Roncadello
ore 16,00: AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione a Dovera
ore 17,30: AZIONE LITURGICA PER LA MORTE DEL SIGNORE: Lettura della Passione, Adorazione della Croce e Santa Comunione a Postino
ore 20,45: Celebrazione della VIA CRUCIS per le Vie del Paese.
Dalla Chiesa Parrocchiale di DOVERA alla Chiesa Parrocchiale di POSTINO
Sabato SANTO 4:
ore 21,30: nella chiesa parrocchiale di DOVERA:
SOLENNE VEGLIA PASQUALE. Annuncio della Risurrezione e canto dell'Exultet, Liturgia della Parola, Liturgia Battesimale e Liturgia Eucaristica.
Domenica 5: PASQUA DI RISURREZIONE
ore 8,00: SANTA MESSA (Postino)
ore 9,00: per Negroni Lorenzo e Carla (Roncadello)
ore 10,00: per Domenici Esterina e Angelo (Dovera)
ore 11,00: per Maggi Angelo; Cavalli Dante e fratelli (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 6 dell'ANGELO
ore 10,00: per Spini Antonio e Vittoria (Dovera)
ore 11,00: per Streparola Paolo, Maria e Tarcisio (Postino)
Martedì 7
ore 8,45: per Rota Giuseppina (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Raimondi Cominesi Enrico, Carolina, Rosa e Angela (Postino)
Mercoledì 8:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Lunghi Egidio, fratelli e sorelle (Postino)
Giovedì 9:
ore 8,45: per Galli Lina, Grecchi Rosa, Viscardi Luisa (Dovera)
ore 17,30: per Maggi Angelo; coniugi Cappelletti Francesco e Eusebia (Postino)
Venerdì 10:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Cucchiara Baldàssare e Ferro Vincenza (Postino)
Sabato 11:
ore 16,30: per Paola, Federico, Giovanni e Guerrino, Silvia (BARBUZZERA)
ore 18,00: per Marta Giuseppe; Bottoni Franco; Zecchi Federica (Postino)
Domenica 12: II di PASQUA; in Albis; della Divina Misericordia
ore 8,00: per Sangalli Edoardo, Virginia, Pietro e famiglia; Enzo, Ernesto, Angela e Carlo; Raimondi Cominesi Antonio e Eva; coniugi Raimondi Cominesi Domenico e Lunghi Teresa (Postino)
ore 9,00: per Ferretti Lello, Gilli Carlo, Mariconti Luigia (Roncadello)
ore 10,00: per Tomasoni Francesco e Valentina (Dovera)
ore 11,00: per famiglia Madonini Natale (LEGATO); Raimondi Cominesi Gino, Antonia, Pietro e Agnese (Postino)
ore 17,30: per Maffioli Egidio (Dovera)
Lunedì 13:
ore 8,45: per Rancati Anna (Dovera)
ore 17,30: per Anselmi Domenica (Postino)
Martedì 14:
ore 8,45: per Grassi Matilde e Rachele (Dovera)
ore 17,30: per famiglie Gilli e Mariconti (Postino)
Mercoledì 15:
ore 8,45: per famiglie Bressani e Baroni (Dovera)
ore 17,30: per Felisi Maria e Pietro (Postino)
Giovedì 16:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Marzagalli (Postino)
Venerdì 17:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per coniugi Cappelletti Paolo e Caterina (Postino)
Sabato 18:
ore 16,30: per Rana Tino e Carlina; famiglia Fusarpoli Ersilia (RONCADELLO)
ore 18,00: per Sommariva Letizia e Giuseppe; coniugi Ferri Carlo, Letizia e figli; don Attilio, don Antonio, don Gianni e suor Eugenia; Martuscelli Antonio e Rodolfa; Rovida Giovanna (Postino)
Domenica 19: III di PASQUA
ore 8,00: per famiglie Tamagni e Fumagalli; Bellini Battista e Baronchelli Caterina; famiglia Lunghi (Postino)
ore 9,00: per famiglia Asti e Rustici;. famiglia Papetti Marco e Carlo (Roncadello)
ore 10,00: per Grassi Giacomo e Luigi, famiglia Grassi; Bombelli Giancarlo; Mainardi Luigi, Angela e Attilio (Dovera)
ore 11,00: per Cambiè Carlo; classe 1960 vivi e defunti; Cremascoli Privato (Postino)
ore 17,30: per famiglie Fumagalli e Ferrario (Dovera)
Lunedì 20:
ore 8,45: per Bonizzi Giovanni e Righini Teresa (Dovera)
ore 17,30: per Ferrari Agostina, Rosetta, Simonetta e Osvaldo (Postino)
Martedì 21:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Ferri Giuseppe e Giovanna (Postino)
Mercoledì 22:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Vailati Letizio, Antonia, Anna e Nello (Postino)
Giovedì 23:
ore 8,45: per Galli Rachele e Pecchio Ghiringhelli Aristide (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 24:
ore 8,45: per Poiani Mario (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 25:
ore 16,30: per Guerini Santo (SAN ROCCO)
ore 18,00: per Rossi Ester, Carla e Antonietta; Tedoldi Luigi (Postino)
Domenica 26: IV di PASQUA
ore 8,00: per famiglia Raimondi Cominesi Emanuele (LEGATO) (Postino)
ore 9,00: per famiglia. Cornalba (Roncadello)
ore 10,00: SANTA MESSA (Dovera)
ore 11,00: per Aiolfi Savina e Porchera Giuseppe (LEGATO) (Postino)
ore 17,30: per Biaggi Gianantonio (Dovera)
Lunedì 27:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 28:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Rossi Paolo e Carmela (Postino)
Mercoledì 29:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Giovedì 30:
ore 8,45: per famiglie Cipolla e Baroni (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)