Indice
Le parole di don Carlo: Un nuovo anno
Calendario Pastorale
Spazio genitori
Villaggio di Natale
Sant'Antonio Abate - Don Massimo
Epifania del signore. Dai magi alla befana, ecco le cose da sapere - Don Massimo
Il vero significato del Natale
Inaugurazione della nuova sede Caritas
Pace. Desiderio di tutti noi.
Corso biblico
Calendario liturgico
Cari parrocchiani
È iniziato un nuovo anno!
Anche se la vita parrocchiale è ritmata su un diverso vivere il tempo, basandosi sull'Anno Pastorale, da settembre a giugno, e ancora di più sull'Anno Liturgico, dalla I Domenica di Avvento alla festa di Cristo Re, è consuetudine all'inizio dell'anno civile tracciare un po' il bilancio pastorale delle attività parrocchiali vissute e programmare future attività.
Il nuovo anno inizierà con una grande iniziativa di unità.
Il 1° gennaio è la GIORNATA MONDIALE DELLA PACE.
Ci troveremo alle ore 17,30 nella chiesa parrocchiale di Dovera per celebrare l'Eucaristia pregando per la pace nel mondo.
A questa celebrazione sono particolarmente invitati tutti i Gruppi che operano nella pastorale parrocchiale, le Autorità Comunali, tutti i Gruppi e le Associazioni del nostro Comune.
Guardando indietro.
A livello generale abbiamo vissuto l'Anno Giubilare nelle sue varie espressioni.
Alcune riflessioni riguardanti la vita sacramentale e liturgica.
Nel 2025 sono stati amministrati 13 battesimi; 6 a Dovera e 7 a Postino.
Una considerazione che balza subito agli occhi è l'esiguità dei numeri rispetto alle nascite. Molte famiglie non sono cattoliche, magari cristiane di altre confessioni, molte non sono neanche di fede cristiana, ma la mia preoccupazione è che non prenda piede l'idea di rimandare il Battesimo a quando il bambino è adulto così decide lui, per non voler forzare la sua libertà.
Questo è indice di un forte calo della vita di fede nelle nostre famiglie e che si sta evidenziando sempre di più la scomparsa di una fede cosiddetta “tradizionale”.
Ormai dobbiamo renderci conto di essere minoranza, l'assenza di una grande fascia di età alla partecipazione alla Santa Messa domenicale ne è un segnale evidente.
Nel 2025 20 ragazzi si sono accostati per la prima volta al Sacramento della Confessione.
Le Prime comunioni sono state 20, 8 di Dovera; 7 di Postino; 5 di Roncadello.
Il Sacramento della Cresima è stato amministrato a 20 ragazzi; 7 di Dovera; 9 di Postino; 4 di Roncadello.
I fratelli e sorelle che ci hanno lasciato per la vita eterna e di cui si sono celebrate le esequie cristiane sono stati 37: 17 a Dovera e 20 a Postino, senza contare i defunti di Roncadello che non sono stati registrati nelle parrocchie di Dovera e di Postino.
Infine, un dato particolarmente preoccupante e doloroso riguarda la celebrazione del Sacramento del Matrimonio. I matrimoni sono stati 2.
Uno celebrato a Postino da una coppia residente, l'altro a San Rocco ma da persone non delle nostre parrocchie, per cui abbiamo avuto un solo matrimonio Sacramento.
Purtroppo, si diffonde anche tra noi la decisione di celebrare il solo matrimonio civile e ha preso larghissimo piede la semplice convivenza.
Queste decisioni di persone ormai adulte e consapevoli indicano proprio un calo e un'indifferenza della vita di fede. Penso che, se sono in crisi le vocazioni di speciale consacrazione: sacerdoti, suore ecc. sia maggiormente in crisi la vocazione matrimoniale. Sono in effetti in crisi tutte le vocazioni che comportano una decisione di consacrazione “per tutta la vita”.
Ribadisco la dottrina della Chiesa basata sulla Parola di Gesù che per un battezzato ha valore solo il matrimonio sacramento altrimenti ci si espone a una situazione di irregolarità davanti a Dio e alla Chiesa.
Nel 2025 sono state compiute delle opere importanti a livello strutturale che hanno interessato le nostre comunità.
Una grande opera è stata il rifacimento del tetto della chiesa parrocchiale di Postino, opera urgente e necessaria perché si rischiava il crollo del tetto a causa dell'enorme sporcizia causata dai piccioni che procurava un enorme peso e le travi che sorreggevano il tetto ormai marce, addirittura si sbriciolavano al tatto.
Altro grande lavoro, questa volta a Dovera è stato la conclusione dell'ampliamento e della messa a norma dei locali dell'oratorio San Luigi, creando nuovi spazi e fornendo nuovi servizi proprio a favore della pastorale giovanile.
Il 16 agosto si sono concluse nel Santuario di San Rocco le grandi celebrazioni per i 500 anni dalle apparizioni del Santo ad Ambrogio De Bretis.
Un ringraziamento speciale all'Associazione San Rocco e San Cassiano per le splendide iniziative messe in atto e realizzate.
Si è cominciato a rivedere le destinazioni degli immobili delle parrocchie per un utilizzo pastorale più adeguato alle esigenze delle comunità.
In particolare, si è creata la nuova sede della Caritas interparrocchiale a Postino, inaugurata solennemente dal Vescovo, nei locali dell'ex scuola materna.
Guardando avanti
Progetti per il nuovo anno: per Postino si definiranno ancora gli spazi delle strutture con la creazione di una cappella per celebrare la Santa Messa nei giorni feriali della stagione fredda nei locali dell'ex scuola materna.
I locali occupati precedentemente dalla Caritas verranno utilizzati per ordinare tutte le cose sparse, daremo una sede al Gruppo Missionario e daremo degli spazi al Gruppo Teatrale.
Verso la fine di febbraio, appena si apre la stagione, verrà compiuto un bellissimo e importante lavoro: il rifacimento del Sagrato e il restauro del protiro (balconata) della chiesa parrocchiale di Postino.
Per Dovera dovremo pensare di celebrare in questo 2026 in maniera particolarmente solenne i 640 anni dall'apparizione della Beata Vergine Maria a Caterina.
Cari parrocchiani, le cose da dire potrebbero essere ancora tante ma mi limito a queste. Nel prossimo numero presenteremo, in nome della trasparenza, i bilanci delle nostre parrocchie del 2025.
Per adesso permettetemi di augurarvi con tutto il cuore BUON ANNO!
don Carlo
GIOVEDI' 1° GENNAIO 2026 Maria Santissima Madre di Dio: Giornata Mondiale della Pace
orario delle Sante Messe:
ore 9,00 a RONCADELLO
ore 10,00 a DOVERA
ore 11,00 a POSTINO
ore 17,30: GRANDE MESSA PER LA PACE A DOVERA
A questa celebrazione sono particolarmente invitati tutti i gruppi che operano nella pastorale parrocchiale, le Autorità Comunali e tutti i Gruppi e le Associazioni del nostro Comune.
MARTEDI' 6 GENNAIO: EPIFANIA DEL SIGNORE
Le Sante Messe seguono l'orario della Domenica
Alle ore 15,00 presso la chiesa parrocchiale di POSTINO: tradizionale benedizione dei bambini e arrivo dei Re Magi
CATECHESI
Dalla PRIMA ELEMENTARE alla PRIMA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 14,30
DOMENICA: 11; 18; 25 gennaio
SECONDA e TERZA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 18,00
SABATO. 10, 12, 24, 31 gennaio
ADOLESCENTI (Scuola Superiore)
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 17,00
DOMENICA: 11, 18, 25 gennaio
CORSO BIBLICO
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 20,45
MERCOLEDI': 7, 14; 21; 28 gennaio
SANTE MESSE DEL SABATO alle ore 16,30
GENNAIO
Sabato 3 RONCADELLO
Sabato 10 BARBUZZERA
Sabato 17 RONCADELLO
Sabato 24 SAN ROCCO
Incontri con il parroco per i GENITORI dei SACRAMENTI
14,30 presso l’oratorio San Luigi a DOVERA
Domenica 11 GENNAIO per i genitori di terza elementare in preparazione alla PRIMA CONFESSIONE
Domenica 18 GENNAIO per i genitori di quarta elementare in preparazione alla PRIMA COMUNIONE
Domenica 25 GENNAIO per i genitori di prima media in preparazione alla CRESIMA
Nei giorni di Venerdì 1, sabato 2. domenica 3 maggio 2026 viene organizzato una gita – pellegrinaggio a ORVIETO, BOLSENA, VITERBO, CIVITA DI BAGNOREGIO.
I dettagli e la quota di partecipazione nella locandina che trovate inserita nel giornalino.
IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE, PROTETTORE DEGLI ANIMALI, DEL 17 GENNAIO, SE QUALCUNO AVESSE PIACERE ALLA BENEDIZIONE DELLA PROPRIA CASCINA E DEL PROPRIO BESTIAME PUO’ CONTATTARE DON MASSIMO.
Il 7 dicembre si è tenuto in oratorio l'ormai tradizionale Villaggio di Natale. Babbo Natale e i nostri elfi hanno accolto i bambini con magici laboratori e leccornie di ogni genere.
Alla fine del pomeriggio abbiamo ricevuto anche la visita di Santa Lucia.
Ringraziamo tantissimo la ProLoco e Palloncino Marco per il loro prezioso aiuto!
Sant'Antonio è considerato il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.
A partire dall'XI secolo gli abitanti delle città si lamentavano della presenza di maiali che pascolavano liberamente nelle vie e i Comuni s'incaricarono allora di vietarne la circolazione ma fatta sempre salva l'integrità fisica dei suini «di proprietà degli Antoniani, che ne ricavavano cibo per i malati (si capirà poi che per guarire bastava mangiare carne anziché segale), balsami per le piaghe, nonché sostentamento economico. Maiali, dunque, che via via acquisirono un'aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendolo con la malattia, anziché guarirla.».
Secondo una leggenda la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio e si racconta di un contadino che, preso dalla curiosità di sentire le mucche parlare, morì per la paura.
Proverbi e modi di dire
Esiste, riferita a sant'Antonio, una sorta di giaculatoria scaramantica, abbastanza diffusa a livello popolare, nella quale si invoca il santo per ritrovare qualcosa che si è smarrito. Questo modo di dire si trova nei luoghi dove c'è tradizionalmente maggiore devozione al santo, e si declina in modi differenti secondo i dialetti e secondo la tradizione.
In Lombardia, la festività di sant'Antonio abate è molto sentita; qui il detto si declina in Sant'Antoni dala barba bianca famm' truà que'l che me manca, (ossia "sant'Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca").
Forse i Magi non erano tre e non erano Re ma sapienti che, come ha detto Benedetto XVI, «scrutavano il cielo» per trovare Dio. Una leggenda li associa a una vecchina riluttante che poi divenne la Befana che porta i doni ai più piccoli. Nella liturgia cristiana è la festa in cui Dio, nel Bambino Gesù, si manifesta a tutti i popoli. Il dono della mirra allude alla Passione, quello dell'oro alla regalità e l'incenso alla divinità di Cristo.
Cosa c'entra la Befana con il giorno dei Magi? Qual è il legame tra la vecchia che porta i doni ai più piccoli e i misteriosi re che offrirono a Gesù Bambino oro, incenso e mirra? Nel libro Storia e leggende di Babbo Natale e della Befana (Newton Compton) gli autori Claudio Corvino ed Erberto Petoia riportano una leggenda secondo la quale i Magi, diretti a Betlemme con i doni, non riuscendo a trovare la strada chiesero informazioni a un'anziana. La quale, nonostante le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al Bambino, restò ferma. Salvo poi dopo pentirsi della sua riluttanza. Per questo preparò un cesto di dolci, uscì e cercò i re. Ma non li trovò. A quel punto decise che si sarebbe fermata a ogni casa lungo il suo cammino, donando qualcosa ai bimbi, sperando che uno di essi fosse Gesù. Da allora porta regali a tutti i piccoli. Ecco quindi che “epifania”, parola greca che significa “manifestazione divina, apparizione” (quella di Cristo Signore a tutti i popoli in questo caso) si è modificato ed è diventato befana.
È il Vangelo di Matteo a narrare l'episodio della visita dei Magi a Gesù Bambino, i quali da Oriente giungono a Gerusalemme e chiedono “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. Il significato è teologico: i Magi simboleggiano gli stranieri e i pagani che riconoscono la venuta del vero Dio. La provenienza da Oriente fa pensare alla Persia, perché «magio» è un vocabolo di questa terra ma dall'etimologia un po' incerta. Indica comunque una tribù originaria dell'Iran occidentale nel cui ambito erano scelti i sacerdoti che aderiranno alla riforma di Zoroastro.
Leggende e interpretazioni si sprecano. I Padri della Chiesa ne hanno date diverse. Tertulliano, nel II secolo, concede ai Magi la qualifica di Re; nello stesso periodo Sant'Ireneo spiega il significato dei tre doni: la mirra è l'olio tradizionalmente utilizzato per la sepoltura e allude alla Passione di Cristo, l'oro è simbolo di regalità, l'incenso è riservato a Dio.
Un'altra leggenda armena vuole che i Re Magi fossero fratelli e riferisce i loro nomi: Melchiorre, che regnava sui Persiani; Baldassarre, il secondo, sugli indiani; Gaspare, il terzo, possedeva il paese degli Arabi.
Al di là delle leggende la Chiesa li ha sempre considerati come simbolo dell'uomo che si mette alla ricerca di Dio: «Essi», ha detto Benedetto XVI in una sua omelia, «erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo, ma non per cercare di “leggere” negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno; erano piuttosto uomini “in ricerca” di qualcosa di più, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella vita. Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare».
Le reliquie dei Magi
Nel 614 la Palestina fu occupata dai Persiani che distrussero quasi tutte le chiese cristiane, risparmiando la Basilica della Natività di Betlemme perché sulla facciata vi era un mosaico raffigurante i Magi vestiti con l’abito tradizionale persiano. Nel 1162 l’imperatore Federico Barbarossa fece distruggere la chiesa di Sant’Eustorgio a Milano, dove erano state portate le salme dei Magi (alle quali era giunta, secondo la Tradizione, sant’Elena) e se ne impossessò. Nel 1164 l’arcivescovo di Colonia, le sottrasse e passando in Lombardia, Piemonte, Borgogna, Renania, le traslò nella cattedrale della città tedesca, dove ancora oggi sono conservate. Milano cercò ripetutamente di riavere le reliquie. Nel 1904, l’Arcivescovo Ferrari fece collocare in Sant’Eustorgio alcuni frammenti ossei in un’urna di bronzo.
Si avvicina il Santo Natale e quale occasione migliore per parlare ai bambini della gioia del donare? Molti di voi penseranno che i bambini dai 3 ai 6 anni non siano in grado di comprendere questo valore ma non è così. Ogni giorno a scuola fanno esperienza del condividere, dell'aiutare, del servizio... pertanto sanno benissimo cosa vuol dire essere sensibili su questi temi .
Per questo motivo in accordo con il gruppo caritas parrocchiale abbiamo deciso un incontro.
Ci siamo ritrovati mercoledì 10 dicembre presso l' oratorio di Dovera. Ogni bambino ha portato con sé un genere alimentare da donare a chi ne ha più bisogno e in cambio le signore volontarie, gentilissime, ci hanno ringraziato con una buonissima cioccolata calda, che come potete immaginare è stata molto gradita dai bambini. Ad accoglierci c'era anche don Massimo che seduto in cerchio con noi ci ha spiegato il senso più profondo e vero del Natale.
È stata un'esperienza ricca di solidarietà e amicizia che i bambini hanno apprezzato e hanno riportato alle loro famiglie. Concludiamo ringraziando il gruppo Caritas parrocchiale, i don per averci ospitato e vi ricordiamo di non smettere mai di insegnare ai più piccoli l'amore per il prossimo solo così potranno cessare tutte le ostilità.
Le insegnanti e i bambini della scuola dell'infanzia Gianfranco Zavalloni
Discorso pronunciato dalla referente Rita Podestà in occasione dell'inaugurazione della nuova sede della Caritas Interparrocchiale il 21 dicembre 2025.
Eccellenza Reverendissima, autorità civili e religiose, care volontarie, cari amici della comunità,
è con profonda emozione e sincera gratitudine che prendo la parola in questa giornata così significativa, che segna l'inaugurazione della nuova sede della Caritas interparrocchiale di Postino, Dovera, Roncadello e Crespiatica. La Sua presenza, Eccellenza, ci onora e ci incoraggia nel cammino che percorriamo insieme.
Oggi, l'antica scuola materna di questo territorio torna a vivere, accogliendo una nuova missione di servizio e solidarietà. Non è solo un riutilizzo degli spazi, ma la continuità di una vocazione educativa che ha radici profonde: dove un tempo si formavano i più piccoli, ora si accompagna la crescita delle famiglie verso una piena autonomia, nel segno della dignità e del rispetto di ciascuno.
In questi anni, grazie all'impegno di tutti, molte famiglie hanno potuto ritrovare fiducia nelle proprie possibilità, avviando percorsi di autonomia lavorativa e sociale. Piccoli passi, frutto di ascolto, sostegno concreto e relazioni costruite giorno dopo giorno.
La nostra comunità, come tutte, cambia e si trasforma: emergono nuovi bisogni, nuove fragilità, ma anche nuove opportunità di solidarietà. Per questo la Caritas si è rinnovata nei servizi offerti, aprendosi all'ascolto attento delle persone e alla ricerca di risposte condivise, sempre in dialogo con le realtà del territorio.
Un ringraziamento particolare va alle volontarie, vero cuore pulsante di questa casa. Con la loro presenza discreta ma costante, rappresentano quel "buon samaritano" che ogni giorno sa chinarsi sulle ferite dell'altro, offrendo tempo, ascolto e speranza senza chiedere nulla in cambio.
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza la preziosa collaborazione tra le nostre parrocchie, i Parroci, il Sindaco e le Autorità locali, che hanno creduto nella forza della rete comunitaria e nel valore del bene comune. Insieme, abbiamo dimostrato che "l'unione fa la forza", come ci ricorda la saggezza popolare.
Eccellenza, ancora una volta La ringraziamo per la Sua presenza paterna. La Sua vicinanza ci sprona a proseguire con rinnovato entusiasmo e fede la missione di accoglienza e servizio che ci è affidata.
Chiediamo ora la Sua benedizione su questa nuova sede, su chi vi opera e su tutte le persone che qui troveranno ascolto e sostegno. Affidiamo a Dio, per intercessione di Maria e dei nostri santi patroni, i passi futuri di questa "casa della carità", perché sia sempre luogo di incontro, crescita e speranza per l'intera comunità.
Grazie di cuore a tutti.
S. Paolo scrive nella Lettera agli Efesini (2,14): “Cristo è la nostra pace, è colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione”.
Iniziamo, come sempre, l’anno nuovo pregando per la pace. “Il Regno di Dio è un Regno di giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”. Così scriveva S. Paolo ai cristiani di Roma (lettera ai romani 14,17).
Purtroppo, però la storia umana è continuamente piena di odio, incomprensioni, guerre, violenze e ingiustizie. La storia non insegna agli uomini, i quali continuano a perseverare nel male.
Lo possiamo leggere anche nella Bibbia, che è la rivelazione di Dio nella storia prima del popolo ebraico e poi del cristianesimo (Atti degli apostoli e Lettere). Il progetto divino descritto nella Genesi comprende una perfetta armonia dell'uomo con Dio e con la natura. Ma l'avvento di Satana rompe questa armonia col primo fratricidio commesso da Caino che uccide il fratello Abele. Così ha inizio la rottura fra i popoli.
Nella Bibbia e nel Talmud, testo giudaico, si legge che la pace messianica (in ebraico Shalom e in arabo Salam) è per il mondo come il lievito per la pasta. Non è solo l'assenza della guerra, ma anche benessere, prosperità, giustizia, gioia e pienezza di vita. Come dicono sempre i papi, non c'è pace se non c'è giustizia e viceversa. La pace è una virtù e uno stato d'animo che dobbiamo vivere e costruire con fiducia reciproca insieme, in famiglia e in società, anche fra nazioni di diverso credo religioso ed etnia.
A Natale gli angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama” (Luca 2,14). Terra e cielo sono uniti in un'armonia d'amore, come aveva annunciato il profeta Isaia (11,6-8). Dio ama le sue creature e le esorta a “forgiare le spade in vomeri, le lance in falci. E che un popolo non alzi più la spada contro un altro popolo e non si esercitino più nell'arte della guerra”. Oggi invece assistiamo alla corsa agli armamenti, la gara a chi ha armi più potenti. Cristo, venendo sulla terra, trova la guerra, ma annuncia un Regno di pace. Lui è la nostra pace, è colui che abbatte le divisioni, i conflitti e le persecuzioni.
Ascoltiamo le parole del Papa che diventa segno di unità e pace tra i popoli, come a Pentecoste, quando si cancella la divisione di ogni nazione, razza, popolo e lingua. “Si possa intonare l'inno di salvezza e tutti finalmente ascolteranno ciò che dice il Signore Dio (Apocalisse, 7). “Egli parla di pace” (Salmo 85,9).
Cerchiamo di vivere sperando che si possa arrivare presto ad una pace vera e duratura. Diamo anche noi, nel nostro piccolo, un impegno per costruire la pace con la preghiera, col Santo Rosario, ascoltando e leggendo il Santo Vangelo, che è la buona novella di pace e di amore per tutto il mondo.
Buon anno nuovo sotto la protezione di Maria Santissima Vergine Madre nostra, dei nostri Santi e della benedizione del Signore nostro Gesù Cristo.
Antonella Galbiati
Nel Libro della Genesi dal primo all'undicesimo capitolo ed è descritta all'origine dell'umanità. Si racconta la creazione dell'universo, dove Dio divide il cielo dalla terra, le acque sopra, da quelle sotto che sono gli oceani, i mari e i fiumi. Poi sulla terra asciutta Dio crea la vegetazione con piante, cespugli e fiori, quindi vi pone gli animali.
Ma il capolavoro della creazione sono l'uomo e la donna. Non è bello che l'uomo sia solo. E da una costola di Adamo, primo uomo, Dio modella la prima donna Eva. Poi Dio li pone nel giardino dell'Eden perché vivano e gioiscano di tanta bellezza. Ma ecco che nel cuore dell'uomo nasce il desiderio malvagio di essere come Dio. Questo peccato noi lo attribuiamo al volere tentatore maligno personificato dal serpente, che dapprima tenta Eva inducendola a cogliere un frutto dell'albero di cui Dio aveva detto di non mangiare. Eva poi ne dà da mangiare all'uomo, perché il frutto è bello, buono e invitante. Mangiandolo sarebbero diventati saggi e sapienti come Dio. Avrebbero così saputo distinguere ciò che è bene da ciò che è male. Ecco il “peccato originale”, detto così perché è all'origine di tutti gli altri peccati. Dall’orgoglio nasce la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia e l’accidia. Segue poi il primo omicidio, Caino che uccide per invidia il fratello Abele, primo santo martire, vittima di un odio nato nel cuore di un fratello invidioso.
Il peccato, dunque, è ribellarsi a Dio per il desiderio di essere come Lui e di fare a meno di Lui, pensando di bastare a noi stessi. Dio non ha potuto perdonare Adamo ed Eva e li ha cacciati dal paradiso, ma come un padre buono, poichè erano nudi, ha fatto loro delle tuniche per coprirli. Al diavolo impone di strisciare come un serpente e mangiare la polvere, dicendo che una donna gli schiaccerà la testa e lui le morderà il calcagno. Non si riferisce a Maria, come si può pensare, ma a suo figlio Gesù, che con la sua morte sacrificale cancella il peccato originale che noi cancelliamo alla nascita col sacramento del Battesimo di Spirito Santo.
Il peccato dilaga nella storia della Bibbia dall'idolatria, in cui cade più volte il popolo ebraico ed ancora oggi molti di noi, l'ingiustizia, il desiderio di prevalere sugli altri, specialmente sui poveri, sui più umili. “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui, l'Agnello sacrificale” (Giovanni 3,16-17).
Quindi il peccato originale è riportato nel capitolo tre della Genesi, dove la libertà dell'uomo lo ha spinto per superbia a disubbidire al comando di Dio di non mangiare il frutto di un albero che non è ben definito. Chi dice che sia stato un melo, altri un pero, un fico o addirittura una pianta di grano per richiamare il pane simbolo di Eucaristia per noi cristiani o simbolo del pane azzimo senza lievito che mangiarono gli ebrei prima di uscire dall'Egitto.
Tornando al valore di peccato, dobbiamo ricordare che Dio non ci abbandona se noi torniamo a Lui pentiti. Come Gesù che, diventato uomo, si fa solidale con noi, ci strappa dal male e ci rende creature nuove, animate dallo Spirito di Dio. Il Battesimo è un “atto divino” come il sacramento della Confessione. Accostiamoci più spesso, perché purtroppo siamo creature fragili e nella nostra libertà siamo facili a ricadere in tentazione.
Antonella Galbiati
Giovedì 1: MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
ore 8,00: SANTA MESSA SOSPESA (Postino)
ore 9,00: SANTA MESSA (Roncadello)
ore 10,00: SANTA MESSA (Dovera)
ore 11,00: SANTA MESSA (Postino)
ore 17,30: GRANDE MESSA PER LA PACE (Dovera)
Venerdì 2:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Truzzi Eros e Silvano; Pagani Giuseppe, Miglio Tina e Galuzzi Santino (Postino)
Sabato 3:
ore 16,30: SANTA MESSA (RONCADELLO)
ore 18,00: per Beolchi Giovanni; Versetti Tiziano (Postino)
Domenica 4: II dopo NATALE
ore 8,00: per Piazza Giuseppe e Celestina (Postino)
ore 9,00: per Betti Luigia, Serafina e Giulio (Roncadello)
ore 10,00: per Mora Giuseppe (Dovera)
ore 11,00: per famiglia Madonini Natale (LEGATO) Maggi Angelo (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 5:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 18,00: per famiglia Vailati Letizio, Antonia, Anna e Nello (Postino)
Martedì 6: EPIFANIA DEL SIGNORE
ore 8,00: per Riva Giuseppe, Beolchi Angelo e Francesca (Postino)
ore 9,00: per Negroni Lorenzo e Carla (Roncadello)
ore 10,00: per Guerini Santo (Dovera)
ore 11,00: per Rizzi Bortolo, Antonia, Rosa e figli; Lunghi Giuseppe, Maria e Angela (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Mercoledì 7:
ore 8,45: per Mizzotti Paolo, Cattaneo Lucia (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: per DEFUNTI PARROCCHIA (LEGATO) (Postino)
Giovedì 8:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 9:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Simonelli Gabriele e famiglia (Postino)
Sabato 10:
ore 16,30: per Bonà Luigi e Ghilardi Angela (LEGATO) (BARBUZZERA)
ore 18,00: per Bizzoni Emilio, Virginia e Pietro; Miragoli Pietro, Veronica e Gino (Postino)
Domenica 11: BATTESIMO DI GESU'
ore 8,00: per Francesconi Paolina, Raimondi Cominesi Ernesto; Pasin Antonio, Pasqualina e Elisabetta (Postino)
ore 9,00: per Dossena Domenico e Luigi; Negroni Annamaria (Roncadello)
ore 10,00: per don Sante Tosi e don Ernesto Pavesi (Dovera)
ore 11,00: per Marta Giuseppe (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 12:
ore 8,45: per Grassi Flora (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 13
ore 8,45: per Cernuschi Gino e Maria; Bolli Pietro (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 14:
ore 8,45: per coniugi Bressanelli Francesco e Maria (Dovera)
ore 17,30: per Miragoli Luigi, Giovanni, Natale e Carolina (Postino)
Giovedì 15:
ore 8,45: per Bressani Antonio, Margherita, Adelmo e Aldo (Dovera)
ore 17,30: per Zecchi Antonio, Miglio Maria (Postino)
Venerdì 16:
ore 8,45: per Pierina e famiglia Avogadri (Dovera)
ore 17,30: per Cappelletti Giulio; Gennari Mario (Postino)
Sabato 17:
ore 16,30: per Marzagalli Margherita e famiglia; Silvia (RONCADELLO)
ore 18,00: per famiglia Colini Pietro e Gennari Rosa; Brevi Palmiro e Beatrice (Postino)
Domenica 18: II del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: per coniugi Andena Luigi e Tedoldi Graziella (Postino)
ore 9,00: SANTA MESSA (Roncadello)
ore 10,00: per Denti Antonio e Rosemma (Dovera)
ore 11,00: per Bertolini Franca, Rina e Giovanni (Postino)
ore 17,30: per Groppelli Abele (Dovera)
Lunedì 19: SAN BASSIANO patrono della Diocesi
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 20:
ore 8,45: per Ghilardi Attilio (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 21:
ore 8,45: per famiglie Cipolla e Baroni (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Giovedì 22:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 23:
ore 8,45: per Scotti Scolari Primo, Agostino e Angela (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 24:
ore 16,30: SANTA MESSA (SAN ROCCO)
ore 18,00: per famiglie Brunelli, Bellini e Agarossi; coniugi Rossi Rodolfo e Fiorentina; famiglie Miglio e Valota (Postino)
Domenica 25: III del TEMPO ORDINARIO
ore 8,00: SANTA MESSA (Postino)
ore 9,00: SANTA MESSA (Roncadello)
ore 10,00: per Groppelli Rosa (Dovera)
ore 11,00: per Marta Amilcare, Maria e Gino; Ponti Jacopo; Miragoli Emilio e Bertazzoli Pietro e Marilena (Postino)
ore 17,30: SANTA MESSA (Dovera)
Lunedì 26:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 27:
ore 8,45: per Viganò Carlo (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 28:
ore 8,45: per coniugi Ghilardi Mario e Maria (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Giovedì 29:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Vanelli Sandro (Postino)
Venerdì 30:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 31:
ore 18,00: per Gatti Francesco e Antonietta (Postino)