Indice
Le parole di don Massimo: Quaresima, tempo di preghiera
Calendario Pastorale
Martiri, testimoni della speranza che non delude
24 marzo 2026 – trentaquattresima giornata dei missionari martiri “Spiritualità pasquale: una eterna primavera”
Le donne nella Bibbia, cooperatrici del progetto salvifico di Dio
Secondo incontro vicariale a Spino gruppo 2-3 media
Carnevale
Sempre connessi alla Santa Sede
Calendario liturgico
Oltre all'elemosina e al digiuno, la preghiera è l'altra grande via da seguire in questo tempo forte della Chiesa. Come possiamo viverla nel modo più intimo possibile?
Papa Francesco ha ricordato le tre grandi vie per il cammino della Quaresima: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Tre parole desuete, che non compaiono più nel nostro vocabolario; sono ben altre le parole che riecheggiano e gli interessi che si esibiscono attorno a noi. Eppure, per il papa esse indicano atteggiamenti e azioni che possono «ravvivare le nostre relazioni con Dio e con gli altri: per aprirci nel silenzio alla preghiera e uscire dalla fortezza del nostro io chiuso, per spezzare le catene dell’individualismo e dell’isolamento e riscoprire, attraverso l’incontro e l’ascolto, chi ci cammina accanto ogni giorno, e reimparare ad amarlo come fratello o sorella».
«La preghiera non è ritualità, ma dialogo di verità e amore con il Padre (…) la preghiera darà voce al nostro intimo desiderio di incontrare il Padre, facendoci ritornare a Lui (…). Mettiamoci in cammino nella preghiera: ci sono dati quaranta giorni favorevoli per ridare a Dio il primato nella vita, per rimetterci a dialogare con Lui con tutto il cuore, non nei ritagli di tempo».
La preghiera come dimensione di vita, essere presenti a Dio, avvertire la sua presenza accanto a noi, un rapporto più che ripetizione di formule. Senza necessità di una chiesa o del silenzio. Anche camminando in centro città, tra il chiasso e i richiami delle vetrine e della gente che passa. Proprio camminando per Roma questi giorni ho riletto un brano di diario di Chiara Lubich che mi sembrava di vedere passeggiare ancora per quelle strade: «Qualcuno mi chiama con veemenza in fondo all’anima ad unirmi a Sé. Sei Tu, mio Dio, al cui pensiero anche in mezzo a Via Veneto, a Corso d’Italia, dovunque, mi si commuove l’anima fino nel profondo. E c’è un’oasi in essa, che m’attira come l’unico regno di pace, d’amore… ma così diversa, così diversa dal resto! Mi chiami, mi richiami, mi attiri, mi vuoi! Come sei il Solo per l’anima, quando l’anima è in questa disposizione!». Parole scritte quasi 60 anni fa, eppure mi parlano ancora e m’invitano a immergermi in questa presenza.
Eppure, un simile colloquio costante, che sembrerebbe così spontaneo, non s’improvvisa. Per avviarlo e incrementarlo in questo tempo di Quaresima occorre fermarsi, “raccogliersi”, come si diceva una volta, entrare in una chiesa, o chiudere gli occhi, disconnettersi per un attimo dal vortice telematico, far tacere i richiami ossessivi da cui siamo circondati, per ricordarci, sempre come si diceva una volta, da dove veniamo e dove andiamo, che abbiamo un Padre che ci guarda con amore e pensa a noi, uno straordinario silenzioso compagno di viaggio che si chiama Gesù, una madre premurosa, silenziosa e discreta che veglia su di noi…
La preghiera, la grande preghiera come condivisione di vita ed espressione di amore, richiede le preghiere, le piccole preghiere, fatte di formule imparate da bambini o di formule nuove, che abbiamo raccolto nella vita o che possiamo inventare con la creatività di chi è innamorato: “Ti voglio bene”, “Grazie del tuo infinito amore”, “Sei il mio tutto”, “Ho bisogno di te”…
Poi si riaprono gli occhi, si esce dalla stanza, dalla chiesa e si rivede la realtà di sempre, si incontrano le solite persone, niente è cambiato. E tutto è cambiato. È cambiato lo sguardo, che ci fa vedere tutti e tutto nuovo e ci ritroviamo con una freschezza, con una forza…
IL DIGIUNO E L’ASTINENZA
La quaresima è anche tempo di “magro e digiuno”; segni che appartengono, da sempre, alla vita e all’azione penitenziale della Chiesa perché rispondono al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio. I cambiamenti del mondo odierno rischiano di snaturare il senso di queste pratiche se non si tiene conto che il valore della penitenza è l’atteggiamento interiore, come «atto religioso personale, che ha come termine l’amore e l’abbandono nel Signore: si digiuna per Dio, non per sé stessi. Da questo valore fondamentale dipende l’autenticità di ogni forma penitenziale. Per questo è importante sottolineare che ci sono forme di digiuno non contemplate nelle norme, ma che aderiscono allo spirito del digiuno, quali la sobrietà nel consumo delle bevande, nel fumo, nel divertimento, nell’uso di TV, Internet, computer, cellulari e CD.
INDICAZIONI PRATICHE DEL DIGIUNO E DELL’ASTINENZA
Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalla carne. Tutti gli altri venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne. Al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all'astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.
Coloro che non sono tenuti all'osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.
Don Massimo
CATECHESI
Dalla PRIMA ELEMENTARE alla PRIMA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 14,30 DOMENICA: 1; 8; 15; 22, 29 marzo
SECONDA e TERZA MEDIA
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 18,00 SABATO. 7, 14, 21, 28 marzo
ADOLESCENTI (Scuola Superiore)
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 17,00 DOMENICA: 1, 8, 15; 22, 29 marzo
CORSO BIBLICO
ORATORIO SAN LUIGI – DOVERA alle ore 20,45 MERCOLEDI': 4, 11, 18, 25; marzo
MARZO: SANTE MESSE DEL SABATO alle ore 16,30
Sabato 7 RONCADELLO - Sabato 14 BARBUZZERA Sabato 21 RONCADELLO - Sabato 28 SAN ROCCO
OGNI VENERDI' CELEBRAZIONE DELLA VIA CRUCIS
ore 16,30 a Roncadello animata dai laici
ore 17,00 a Postino animata dai ragazzi (segue celebrazione della Santa Messa)
ore 20,45 a Dovera animata dai gruppi parrocchiali
ANIMAZIONE DELLA VIA CRUCIS
POSTINO ore 17,00
6 marzo quarta elementare
13 marzo quinta elementare
20 marzo prima media
27 marzo seconda e terza media
DOVERA ore 20,45
6 marzo: Caritas
13 marzo: Azione Cattolica
20 marzo: Gruppo Missionario
27 marzo: Adolescenti e giovani
BATTESIMI 2026
DOVERA: Domenica 1° marzo durante la Messa delle ore 10,00: GROPPELLI FRANCESCO
DOVERA: Sabato 7 marzo ore 15.30: DIEGO CICALA
POSTINO: Sabato 7 marzo ore 15,30: GRILLI UGGE' AGNESE - Celebra don Angelo Manfredi
DOVERA: Sabato 28 marzo ore 15,30: ALIBERTI VANESSA e ALIBERTI DIANA
DOMENICA 1° MARZO alle ore 10,00 nella chiesa parrocchiale di DOVERA: SANTA MESSA con la presenza dell'AVIS COMUNALE
INCONTRI per i GENITORI dei SACRAMENTI
14,30 presso l’oratorio San Luigi a DOVERA
PRIMA CONFESSIONE: Domenica 1° MARZO
PRIMA COMUNIONE: Domenica 8 MARZO 2026
CRESIMA: Domenica 15 MARZO 2026
Cari parrocchiani pubblichiamo con largo anticipo il calendario delle celebrazioni della SETTIMANA SANTA e del TRIDUO PASQUALE
SETTIMANA SANTA
DOMENICA DELLE PALME - 29 MARZO
ore 9,00: Santa messa a ROCADELLO
ore 9,45 presso il Santuario di DOVERA: Commemorazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedizione degli ulivi, processione alla chiesa parrocchiale e Santa Messa.
ore 10,45 presso la chiesetta di San Rocco a POSTINO: Commemorazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedizione degli ulivi, processione alla chiesa parrocchiale e Santa Messa.
ore 14,30 all'oratorio San Luigi: catechesi dei ragazzi / CONFESSIONI par i ragazzi: IV e V elementare, Scuola Media e Adolescenti
a seguire in Villa Barni “Caccia alle uova” gioco per tutti i ragazzi
Dalle ore 15,30 alle 17,30: a DOVERA confessioni per tutti
CONFESSIONI PASQUALI
Domenica 24 marzo dalle ore 15,30 alle ore 17,30 a DOVERA per tutti
Martedì 31 marzo a POSTINO: ore 21,00 CONFESSIONI per tutti
Mercoledì 1° aprile a DOVERA: ore 21,00 CONFESSIONI per tutti
SABATO SANTO 4 aprile dalle 15,00 alle 17,00 a POSTINO e a DOVERA per tutti.
COMUNIONE AGLI AMMALATI
Mercoledì 1° aprile in mattinata verrà portata la Santa Comunione Pasquale agli ammalati di Postino e di Dovera
TRIDUO PASQUALE
GIOVEDI' SANTO: 2 APRILE
ore 16,30 a RONCADELLO: Santa Messa nella Cena del Signore
ore 17,30 a POSTINO: Santa Messa nella Cena del Signore
ore 20,45 a DOVERA: Santa Messa nella Cena del Signore con il rito della lavanda dei piedi ai ragazzi di quarta elementare
VENERDI' SANTO: 3 APRILE
ore 8,30 a DOVERA e a POSTINO: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle LODI MATTUTINE.
ore 15,00 a RONCADELLO: Azione Liturgica per la morte del Signore, adorazione della Croce e Santa Comunione.
ore 16,00 a DOVERA: Azione Liturgica per la morte del Signore, adorazione della Croce e Santa Comunione.
ore 17,30 a POSTINO: Azione Liturgica per la morte del Signore, adorazione della Croce e Santa Comunione.
ore 20,45: VIA CRUCIS.
Inizio nella chiesa parrocchiale di DOVERA e arrivo alla chiesa parrocchiale di POSTINO percorrendo le Roma, Folla, Garibaldi e Farinoli.
Durante il tragitto si terranno le seguenti stazioni: sul sagrato a Dovera; in Via Folla davanti alla Scuola Materna; imbocco Via Lago di Garda; imbocco Via Lago Gerundo; presso il Mulino prima del Tormo; presso la Cappella della Madonna del Latte; presso la Cappella Caduti; imbocco Vicolo delle Brede; sul sagrato a Postino. Conclusione nella chiesa parrocchiale di Postino
SABATO SANTO: 4 APRILE
ore 8,30 a DOVERA e a POSTINO: Celebrazione dell'Ufficio delle Letture e delle LODI MATTUTINE.
ore 21,30 nella chiesa di DOVERA: SOLENNE VEGLIA PASQUALE
DOMENICA 5 APRILE: PASQUA DI RISURREZIONE
Le Sante Messe seguono l'orario festivo
Lunedì dell'Angelo: 6 aprile
ore 10,00 Santa Messa a Dovera
ore 11,00: Santa Messa a Postino
La data del 24 marzo 2026 a molti di noi non dice nulla, così come ai media ed ai social. Per questo come gruppo missionario vogliamo portare alla vostra attenzione tale data perché fa “molto più rumore un albero che cade che non mille che nascono.
Il 24 marzo 2026 celebriamo la trentaquattresima Giornata dei Missionari Martiri. In questo giorno vogliamo ricordare in particolare tutte le missionarie e i missionari che hanno donato la propria vita nell’annuncio del Vangelo e nel servizio ai prossimi. Viviamo questa Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri che Papa Francesco aveva voluto dedicare al tema della speranza: “Pellegrini di Speranza”.
In questa giornata di preghiera e di solidarietà, la loro testimonianza di vita vissuta alla luce della Parola incarnata nella quotidianità delle genti con cui l’hanno condivisa, ci richiama a vivere la nostra fede con autenticità. L’esempio dei tanti missionari, testimoni di una vita piena, ci incoraggia nel rinnovare il nostro impegno nell’aiuto ai più bisognosi, nella lotta alle ingiustizie e nel prendere posizione davanti a atti di prepotenza, ricordandoci che, anche nelle situazioni umane più drammatiche, può accendersi una luce di Speranza.
Non a caso questo giorno, in cui tutta la comunità ricorda i propri missionari caduti, coincide con il giorno dell’uccisione di San Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, avvenuta nel 1980 mentre stava celebrando la Santa Messa. Il suo impegno accanto al popolo salvadoregno in lotta contro un regime indifferente alle condizioni dei più deboli e dei lavoratori e la sua figura così vicina e attenta agli ultimi, lo resero un punto di riferimento.
Esiste infatti una relazione vitale tra il tema del “martirio” e il tema della “speranza”: possiamo dire senz’ombra di dubbio che non è possibile pensare al martirio, senza che questo sia sostenuto dalla forza vitale della Speranza.
Gesù stesso aveva preparato i suoi discepoli alla persecuzione non nascondendo loro la fatica della missione. Già nelle istruzioni del primo mandato missionario (Mt 10) disse loro:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi ... Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.» (vv. 16-18); e ancor più chiaramente dice: «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima» (v. 28). La persecuzione è così inevitabile che Gesù l’ha inserita anche nelle beatitudini: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5, 11). E subito Gesù aggiunge che tale beatitudine è possibile soltanto se sorretta dalla speranza, espressa nel versetto successivo: «Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.» (v. 12). Mantenere viva la Speranza allora è il principio vitale che sorregge la missione dei discepoli anche nei momenti più bui e nelle situazioni di più aspre avversità, temprando il loro carattere e rendendo efficace la loro testimonianza. Così il martire, mosso dalla speranza, non si limita a subire la morte, ma la trasforma in una testimonianza potente, capace di ispirare coraggio, resilienza e fede.
La foto ad inizio dell’articolo è stata scattata da Padre Dario Dozio (Missionario della congregazione della Società per le Missioni Africane, in un villaggio della Costa d’Avorio e ci racconta proprio questo: quello che vediamo è l’immagine di un offertorio durante la celebrazione eucaristica, fatto delle cose essenziali per la vita di ogni giorno e questo ci ricorda come i missionari offrono la loro vita in modo da dare a ciascuno l’essenziale. La frutta e la verdura, che vediamo donati sotto l’altare, vengono condivise con la comunità, proprio come i missionari condividono la loro vita con le persone che hanno accanto. Ognuno nella comunità, nonostante il contesto umile e difficile, ha contribuito portando come offerta qualcosa di essenziale per la loro vita e frutto del lavoro quotidiano della terra di ciascuno. Nella condivisione anche di poco, tutti avranno l’essenziale per vivere. Un gesto vera offerta della comunità, che si trasforma per noi nel simbolo di un servizio missionario che si dona per la vita di tutti e si arricchisce nella condivisione con gli altri. Quest’immagine di un offertorio così vivo e ricco ci richiama a una essenzialità nella nostra vita, il cui centro è Cristo, per il quale i missionari e le missionarie scelgono di condividere la vita con i popoli e donarla, spezzando la Parola e la quotidianità insieme a chi è dimenticato, oppresso o emarginato.
La REDAZIONE DEL CENTRO MISSIONARIO DI CREMA E GRUPPO MISSIONARIO DI POSTINO.
a cura di don Giuseppe Pizzoli, direttore Fondazione Missio
«Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti»: è l’esortazione che il Santo Padre ci rivolgeva nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, nell’Anno Santo della Speranza.
Pensiamo ai tanti missionari che, in ogni angolo del mondo testimoniano e annunciano Gesù Cristo e il suo Vangelo con semplicità, ma anche con forza e coraggio. Con la loro presenza tra gli uomini e donne di buona volontà e desiderosi di “Buona Notizia” e soprattutto con la loro vicinanza ai più poveri e bisognosi essi manifestano l’amore di Dio per ogni uomo. La loro vicinanza fraterna alle persone e comunità che sono chiamati a servire infonde fiducia e alimenta la speranza nel Regno di Dio che ci è stato promesso e che già manifesta i suoi segni di presenza. L’opera dei missionari è per sua natura una eterna primavera perché fa sbocciare continuamente fiori di bellezza, di giustizia, di riscatto, di rinascita, di fraternità e di pace che fanno desiderare e pregustare i frutti di un mondo nuovo trasformato dalla forza del Vangelo.
Pensiamo in particolare a quei missionari che accettano la sfida di essere inviati in situazioni di conflitto o di persecuzione, coscienti dei pericoli a cui si espongono, e accettano il rischio di sacrificare la loro stessa vita per portare anche in quelle situazioni “su cui gravano ombre oscure” quel vento di primavera che Gesù Cristo ci ha mandato a portare fino agli estremi confini: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni». (Mt 10,7-8).
Dove trovano questi missionari la forza e il coraggio di “stare” in quelle situazioni? La risposta ce la suggerisce il Santo Padre nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2025: «Gesù affidava tutto a Dio Padre, obbedendo con fiducia totale al suo progetto salvifico per l’umanità, progetto di pace per un futuro pieno di speranza (cfr Ger 29,11). Così è diventato il divino Missionario della speranza, modello supremo di quanti lungo i secoli portano avanti la missione ricevuta da Dio anche nelle prove estreme». La forza dei martiri ha dunque il suo fondamento nella spiritualità pasquale, nella certezza che «la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana» (cfr Papa Francesco, Catechesi, 23 agosto 2017).
Possiamo allora dire che i missionari martiri sono per noi modello di un’autentica “spiritualità pasquale”, che si traduce nel prendere a modello l’esperienza stessa di Gesù, fedele fino in fondo alla sua missione: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò» (Fil 2, 5.7-9). E Papa Leone XIV ci esorta dicendo: «Credere nella morte e risurrezione di Cristo e vivere la spiritualità pasquale infonde speranza nella vita e incoraggia a investire nel bene. In particolare, ci aiuta ad amare e alimentare la fraternità, che è senza dubbio una delle grandi sfide per l’umanità contemporanea» (Papa Leone XIV, Udienza generale 12/11/2025).
Vogliamo allora ricordare con particolare interesse ciò che il Santo Padre scriveva il 6 dicembre scorso in un “Messaggio in occasione del X Anniversario della Beatificazione dei Martiri di Chimbote (Perù)”: «Il sangue dei martiri non fu versato al servizio di progetti o idee personali, ma come un’unica offerta di amore al Signore e al suo popolo».
In quello stesso messaggio egli ci indica il cammino per essere noi stessi “gente di primavera”: «Oggi, di fronte alle sfide pastorali e culturali che la Chiesa affronta, la memoria dei missionari martiri ci chiede un passo decisivo: tornare a Gesù Cristo come misura delle nostre opzioni, delle nostre parole e delle nostre priorità. Tornare a Lui con quella fermezza del cuore che non arretra, neanche quando la fedeltà al Vangelo reclama il dono della propria vita. Solo quando Lui è il punto di riferimento, la missione ritrova la sua forma propria. […] Esorto le comunità che hanno accolto questi martiri a continuare oggi la missione per la quale hanno dato la vita, quella di annunciare Gesù con parole e con opere, conservando la fede in mezzo alle difficoltà, servendo con umiltà i più fragili e mantenendo accesa la speranza anche quando la realtà diventa ardua».
Il Vangelo di San Matteo comincia con la genealogia di Gesù. “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe... “1,1-17. Vengono nominate anche alcune donne: Sara la moglie di Abramo, Rebecca la madre di Giuseppe (che verrà venduto e andrà in Egitto), Rut la nuora di Noemi, Betsabea che generò Salomone, poi si arriva a Maria, la sposa di San Giuseppe e la madre di Gesù Cristo, la donna più importante del Nuovo Testamento.
Ma ci sono altre donne nominate nell'Antico Testamento che involontariamente hanno cooperato all'opera salvifica di Dio verso il suo amato popolo ebraico. Ricordiamo per esempio la regina Ester, alla quale è dedicato uno dei libri. Il popolo ebraico era esule in Babilonia ed il re Assuero vuole uccidere tutti gli uomini ebrei. La regina Ester era stata scelta dal re Assuero per la sua bellezza e gentilezza, senza sapere che fosse ebrea. Il re con un editto pronuncia l'uccisione di tutti i giovani ebrei. Ester con la preghiera e il suo fascino, riuscirà a far cambiare l'editto in modo che i suoi fratelli ebrei non vennero uccisi.
Un'altra donna è Giuditta, che in un modo straordinario liberò la città Santa dall'agguerrito Oloferne, nemico di Dio, che aveva assediato la città. Di notte Giuditta prigioniera si vestì con gli abiti della festa e andò nel campo degli assiri. Giuditta, vedova ebrea, così salva la sua città Betulia prima seducendo e poi decapitando il capitano Oloferne con la sua stessa spada quando lui è ubriaco. Un'eroina biblica che usa l'astuzia e la seduzione come strumenti di salvezza del suo popolo.
Anche la moabita Rut, quando le morì il marito, non abbandonò la suocera ebrea Noemi, ma la seguì in Palestina, dove conobbe e sposò Booz e da lei nacque l'antenato di Davide in Betlemme.
Donne dell'Antico Testamento che hanno dato un contributo importante al progetto di salvezza di Dio. Arriviamo al Nuovo Testamento ed oltre alla figura più importante che è Maria, la madre del figlio di Dio Gesù, troviamo la cugina Elisabetta che Dio premia in tarda età. Lei creduta sterile, concepisce e partorisce Giovanni, chiamato il Battista perché battezzò molti ebrei nel fiume Giordano, e fu definito da Gesù stesso il più grande profeta nato da donna perché lo riconobbe come vero Messia, l'Agnello di Dio venuto a salvare l'umanità e a battezzare col fuoco dello Spirito Santo, non solo con l'acqua.
Proviamo a leggere, oltre al Vangelo, anche l'Antico Testamento. Vi troveremo storie bellissime e significative per comprendere meglio quanto Dio ama il suo popolo e noi cristiani.
Leggendo la Bibbia conosciamo che la donna dell'antico Oriente non era molto considerata, meno ancora poi se sterile e vedova. Viveva sottomessa prima al padre, poi al marito e anche ai figli maschi se vedova. Considerata solo per fare figli, è come una proprietà. Ma ricordiamo come Dio invece si serve di donne per liberare il suo popolo, da Giuditta a Ester e le loro imprese. Nel Cantico dei Cantici è la donna a condurre l'uomo a scoprire in profondità l'antico, vero, puro amore, come nel Libro dei Proverbi (31,10-31) uno splendido ritratto della donna capace di reggere l'intera famiglia.
Nei Vangeli leggiamo che Gesù ama circondarsi di donne, non teme di parlare con prostitute e con straniere (esempio la samaritana che incontra al pozzo di Giacobbe o la Maddalena). All'alba della Pasqua le prime testimoni della sua Resurrezione saranno proprio delle donne. Le donne avranno grandi incarichi anche nella Chiesa nascente. Alle vedove verrà riservato uno statuto, altre porteranno il Vangelo ai lontani. San Paolo da uguaglianza di diritti a uomini e donne dicendo che “non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. (Lettera ai Galati 3, 28).
Certamente Maria domina su tutti nei Vangeli, anche se presenza discreta, ma alla fine diventa emblema della Chiesa sino ai piedi della Croce, dove Gesù ce la dona, come nostra Madre. Da Eva, la madre dei viventi, si giunge a Maria, la madre dei redenti.
Antonella Galbiati
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Domenica 1: II di QUARESIMA
ore 8,00: per famiglie Tamagni e Fumagalli; Raimondi Cominesi Antonio e Eva (Postino)
ore 9,00: per Negroni Lorenzo e Carla; Rovida Giovanna e Rossetti Erminio (Roncadello)
ore 10,00: per Duva Francesco; famiglia Baroni (Dovera)
ore 11,00: per Beduzzi Santina, Luigi e Massimiliano; Maggi Angelo e coniugi Maggi (Postino)
ore 17,30: per Rancati Paolo (Dovera)
Lunedì 2:
ore 8,45: per Ghilardi Pietro (Dovera)
ore 17,30: per Miragoli Domitilla, Pucci Patrizia e Marcello (Postino)
Martedì 3:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 4:
ore 8,45: per Colini Paola e Enrico (Dovera)
ore 17,30: per Maddè Giulia (LEGATO) (Postino)
Giovedì 5:
ore 8,45: per Ghilardi Mario e Maria (Dovera)
ore 17,30: per Comparini Rosetta, Bortolo e Maria (LEGATO) (Postino)
Venerdì 6:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Francesconi Agostino, Margherita e Rosa; Gennari Mario (Postino)
Sabato 7:
ore 16,30: per Rovida Giovanna (RONCADELLO)
ore 18,00: per Miragoli Enzo; Mapelli Carlo, Luigi e Mino (Postino)
Domenica 8: III di QUARESIMA
ore 8,00: per Simonetta, Angela, Stefania e familiari (Postino)
ore 9,00: per Ferretti Lello; Mariani Valeria (Roncadello)
ore 10,00: per famiglia Sangalli Antonio e Anesa Santina; Granata Santino e Rosangela (Dovera)
ore 11,00: per Raimondi Cominesi Francesco (Postino)
ore 17,30: per famiglie Bruni, Vailati e Allasia (Dovera)
Lunedì 9:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Marta Giuseppe (Postino)
Martedì 10
ore 8,45: per Dehò Cesare (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: per famiglia Signoroni; Bruni Francesco e suor Antonietta (Postino)
Mercoledì 11:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per coniugi Maggi Rinaldo e Antonia (Postino)
Giovedì 12:
ore 8,45: per Denti Antonio e Rosemma (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 13:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 14:
ore 16,30: per Vitali Luigina; Vanelli Enrica (BARBUZZERA)
ore 18,00: per Bottoni Franco (Postino)
Domenica 15: IV di QUARESIMA
ore 8,00: per Raimondi Cominesi Giulia (LEGATO) (Postino)
ore 9,00: per famiglie Asti e Rustici (Roncadello)
ore 10,00: per Locatelli Fiorina (Dovera)
ore 11,00: per Cavalli Dante e fratelli (Postino)
ore 17,30: per Codecasa Carmela e Alberto (Dovera)
Lunedì 16:
ore 8,45: per Tomasoni Benedetto (Dovera)
ore 17,30: per Felisi Marcello e Pasqualina (Postino)
Martedì 17:
ore 8,45: per famiglia Carinelli (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 18:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Grecchi Maria, Emilio e famiglia (LEGATO) (Postino)
Giovedì 19: SAN GIUSEPPE
ore 8,45: per coniugi Commissari Serafina e Giacomo (Dovera)
ore 17,30: per Lunghi Giuseppe e famiglia; Bottoni Giuseppe ed Ebe (Postino)
Venerdì 20:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Fassina Giuliano, Antonia e Stefania (Postino)
Sabato 21:
ore 16,30: per Dossena Domenico; Carta Domenico (RONCADELLO)
ore 18,00: per coniugi Orsini Giuseppe e Giuseppina; Mariconti Lina; coniugi Sangalli Giovanni, Enrichetta e famiglia (Postino)
Domenica 22: V di QUARESIMA
ore 8,00: per Marzagalli Aldo e Signoroni Costantina (LEGATO) (Postino)
ore 9,00: SANTA MESSA (Roncadello)
ore 10,00: per Bressani Aldo; famiglie Ercoli e Tosini; Grassi Luigi e Giuseppina, famiglia Grassi; Granata Attilio (Dovera)
ore 11,00: per Raimondi Cominesi Carlo, Ghelfi Giuseppina e famiglia; Bruni Pietro e Lunghi Giacomina (Postino)
ore 17,30: per Fortini Lella Desiderati (Dovera)
Lunedì 23:
ore 8,45: per Nosari Francesco (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Martedì 24:
ore 8,45: per Codecasa Adelangelo (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Mercoledì 25: ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: per Monico Giuseppe e Natale (LEGATO) (Postino)
Giovedì 26:
ore 8,45: per Ghilardi Attilio e Franca (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Venerdì 27:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)
Sabato 28:
ore 16,30: per Baroni Paolo e Bonà Enrica; Mora Giuseppe (SAN ROCCO)
ore 18,00: per Rovida Giovanna (Postino)
Domenica 29: LE PALME
ore 8,00: per Bellini Battista e Baronchelli Caterina (Postino)
ore 9,00: per famiglia Cornalba (Roncadello)
ore 10,00: per Pastori Giuseppe (Dovera)
ore 11,00: per Andena Ornella; Morelli Bruno e Primaveri Aurelia (Postino)
ore 17,30: per Sacchi Mario e Capra Giovanna (Dovera)
Lunedì Santo 30:
ore 8,45: per Vailati Angela e famiglia Vailati (LEGATO) (Dovera)
ore 17,30: per Sacchi Naborre e famiglia (Postino)
Martedì Santo 31:
ore 8,45: SANTA MESSA (Dovera)
ore 17,30: SANTA MESSA (Postino)